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Badalì osteria a Firenze

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La piazzetta è deliziosa, sembra quasi un angolo nascosto di Parigi: vicino al Ponte alle Grazie, ha ospitato uno storico bar, quello del film Amici miei, a due passi esiste una pizzeria da quarant’anni con la stessa gestione, altri locali si succedono uno accanto all’altro. Pur essendo territorio da turisti, sembra quasi di vivere ancora una realtà di quartiere, soprattutto in bassa stagione. La notte si anima molto, complici i bar e la vicinanza con San Niccolò, vero crocevia per gli amanti della vita notturna fiorentina. Dove è stata aperta l’osteria, c’è stato prima una sorta di bar con cucina, che aveva unito i locali di un ristorante che aveva fatto la storia fiorentina, “Pane e Vino”. Chiuso da anni, è stato rilevato da un gruppo di imprenditori, e ai fornelli ritroviamo una vecchia conoscenza della città, Nicola Schioppo, che aveva lanciato e fatto conoscere l’Osteria Cipolla rossa, vicino al Mercato di San Lorenzo. L’osteria ha due ingressi, uno in piazza Demidoff, l’altro in via San Niccolò: in mezzo la cucina a vista con la presenza che subito mette di buonumore, ovvero quella della griglia a legna. Il menu è legato all’idea di cucina di Nicola: piatti toscani, sapori precisi e in qualche caso decisi, valorizzazione di tutte le portate, compresi i contorni, elencati nel menu a parte. Numerose le portate, con tanto di menu del giorno ad integrazione. L’inizio è davvero intrigante, si possono scegliere crostini toscani e crostoni come quello di lonzino e carciofi, la selezione di formaggi e salumi, le acciughe con le uova sode, ma anche una frittata con le vitalbe, vero piatto del ricordo. Tre le zuppe presenti ci sono  acquacotta e zuppa di porri, quindi pasta golosa, come le tagliatelle allo zabaione di parmigiano o il pici al sugo di cacciagione. I secondi prevedono umidi come forse l’unica versione presente a Firenze dello stufato alla sangiovannese, ricetta tipica di San Giovanni Valdarno, o l’inizimino di cappone. Altrimenti la griglia protagonista, dalla bistecca ad un appetitoso rigatino servito su insalata ricca di aceto, ma è presente anche il bardiccio, tipico salume della Val di Sieve. Altrimenti per gli amanti del classico, la tartare. I contorni sono piatti non improvvisati: stufato di carciofi alla contadina, cavolfiore strascicato con le olive, o i rapini rosolati con aglio e olio. Dolci anche stagionali, come il castagnaccio servito con ricotta. La scelta dei vini è precisa, non immensa ma con etichette che destano curiosità e interesse. Servizio sorridente e piacevole. Coperto a 2, 50 euro, antipasti dai 2 ai 18, primi e zuppe dai 10 ai 17, secondi 16 euro escluso bistecca, contorni 5 euro.

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About Author

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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