fbpx

Arricciaburro, chi l’ha visto?

1

Poteva mancare nelle case borghesi degli anni Sessanta? o semplicemente in tutte quelle cucine dove c’era una donna(in quegli anni gli uomini scarseggiavano in cucina, a casa..)appassionata di cibo? L’arricciaburro era uno strumento essenziale, deliziava la colazione del mattino, quando il burro doveva essere spalmato sul biscotto della salute, antenato delle fette biscottate. O dove si seguiva la moda anglosassone di servire il burro con il pane anche a pranzo, ecco che lo stesso veniva arricciato dolcemente con l’apposito strumento. Ed oggi? Chi ha il tempo in casa di arricciare il burro? In quale ristorante lo si serve? E casomai, se anche fosse ancora di moda, sarebbe soppiantato dalle piccole cloche di vetro dove il burro riposa più sicuro. In più, in tempo di crisi, dimostrare di avere il tempo da dedicare a simili facezie appare del tutto inappropriato: meglio gettare il panetto sul piatto, e che sia il commensale ad aprirselo ed ammorbidirlo prima di spalmarlo. Certo però, che ricordi, con il salmone affumicato ed il toast, con le ostriche ed il pane integrale..torneranno quei momenti?Molte domande senza risposta ma una sola certezza: burro a ricci ha più sapore. O no?

Share.

About Author

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

1 commento

  1. In casa si tira fuori sempre e solo a Natale: riccioli di burro appena morbido, salmone affumicato e fette di pan carrè tostate, è un must natalizio.
    E sì, ha decisamente più sapore.

Leave A Reply