Aragosta che passione!

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“Quando il gioco si fa duro, i duri iniziano a giocare”. Prendo in prestito questa frase da John Belushi in “Animal House”, per parlare del coraggio di chi riesce a cucinare l’aragosta come autodidatta.

Oggi è diventato un prodotto difficile da proporre in casa con gli amici , per tutta una serie di motivazioni anche etiche, legate alla sofferenza dell’animale e quindi chi lo fa oggi è perché è goloso e circondato da persone che la pensano come lui. Il binomio del passato splendido,  quando si associava il gustoso crostaceo all’idea di ricchezza e potere Sta tramontando questa immagine un  ritorno al passato. può essere indicativo leggere  un saggio di David Foster Wallace riguardo al Maine Lobster Festival quando descrive come nel 1800 l’aragosta era considerato un cibo che anche ai galeotti era giusto dare più di una volta a settimana .

Jessica FletcherCome poi sia diventata in Europa insieme ad ostriche e champagne,  un pilastro  della  “jet-society”, di persone cioè che, pur non apprezzando a dovere quanto mangiavano, dovevano dimostrare anche a tavola il loro benessere economico, non è chiaro. Perché è cosi cara l’aragosta? Innanzitutto, c’è da tener conto che il prezzo varia, e di molto, anche giornalmente, a seconda del pescato e non siamo certo nel Maine (Miss Fletcher ricordate?)  o nei Caraibi e quindi, nella domanda tra domanda e offerta il costo aumenta, anche se nel futuro chissà.

La conservazione non è che la favorisca, tutt’altro: un’aragosta surgelata, infatti, avrà un costo nettamente inferiore rispetto al corrispettivo fresco, ma la carne risulterà asciutta e tigliosa. Meditate, quindi, se in un ristorante vi sconsiglieranno di ordinare l’aragosta grigliata o arrosto: quando ciò accade è solamente perché vi trovereste servita… gomma da masticare!

aragosta alla catalanaLa cottura alla catalana si è affermata nel corso degli ultimi anni, fino a diventare una vera e propria moda. Consiste nel  lessare, il succulento crostaceo prescelto, sia astice, scampo o aragosta, e servirlo con un misto di verdure tagliate a bastoncini, come carote, sedano, zucchini anche se la versione originale prevede pomodori freschi cipolline, erba cipollina ed una citronnette di condimento.

Lobster rollsLa cottura veloce lascerà la verdura croccante e permetterà all’aragosta di non indurirsi troppo. Ma soprattutto, il gusto del pesce sarà esaltato, senza essere coperto da salse spesse o condimenti pesanti. Oggi servita anche con frutta  con risultati non sempre esaltanti. Sulle orme del successo dei panini, è nata la versione del Lobster Roll, il panino con l’astice nato  nel Maine, con l’aragosta. Ma da bere non vino ma cocktail, e magari un Dry Martini.

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Circa l'autore

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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