Filippi

Aperitivo a Roma..

2

Può capitare di avere sete alle 6 della sera a Roma, e magari di volersi  sedere per parlare..cosa di meglio di prendersi un aperitivo? Sono vicino ad uno dei locali multifunzione, nei pressi di Piazza del Popolo, ci vai per passare la serata, mangiare qualcosa di veloce, in trattoria o nel bar, insomma, ti potresti fermare per più di un motivo, vista l’ampia scelta. Al momento dell’ordinazione la gentilissima cameriera ci chiede: “Fate l’aperitivo o volete solo da bere? “. “Io prendo solo da bere” affermo forte e chiaro, ordinando uno spritz: il tempo passa veloce, le chiacchiere scorrono, arrivo a pagare il conto e me lo trovo già fatto: 3 aperitivi a 10 euro, totale 30. “No, guardi”, mi rivolgo con il sorriso a 32 denti al gestore della cassa, “due sono gli aperitivi ed uno solo la bevanda”. “Embè” mi fa lui? Sono tre i cocktail?” “Beh, sì..” e allora spendevi 29, risparmiavi un euro!” facendomi il resto a 30 e tenendo ben saldo nella cassa la monetina da 1. Ora, è chiaro che mi sono comportato come non si dovrebbe mai fare e cioè non ho chiesto nessuna lista, non ho guardato nessun cartello alla parete(ma c’erano?) e quindi può darsi che davvero, a partire da una certa ora non sia più possibile fare un’ordinazione normale, visto che uno spritz a 9 euro me lo serve un cameriere in livrea in un albergo di lusso, ma una domanda sorge spontanea: è ancora possibile , dopo una certa ora, poter bere qualcosa e basta, o si è costretti a mangiare perché non si prevede altra offerta bevereccia? Insomma, la dittatura dell’aperitivo può essere infranta? Ok, lo so, se vado nel bar del circolo anziani o in quello del PD, dove esistono ancora, un crodino con dei salatini rinsecchiti non me lo toglie nessuno, ma in un bar alla moda sembra sia difficile separare la clientela che si abbuffa al buffet e quella che vuole solo dissetarsi. Senza considerare che il resto non dato rimane una bella e propria cafonata. Soluzioni possibili?

Share.

About Author

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

2 commenti

  1. 1) chiamare la finanza
    2) fare una piazzata
    3) fare il nome del locale in modo da fargli una pessima pubblicità
    4) fare tutte e tre le cose sopra elencate insieme

    Saluti

    Marco

  2. E’ una vergogna…Ma senza andare in quel di Roma centro,dove vivo io (in provincia di Milano, i prezzi sono quelli e il problema e’ lo stesso…Che ti abbuffi o meno, paghi cmq la stessa cifra!!Hai ragione..Si e’ “obbligati”,non si puo’ “scegliere” più…Ciao Chicca 😉

Leave A Reply