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Apericena, la disperazione fatta cibo

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E’ proprio vero che la fantasia non deve mancare, ai poveri PR di locali che devono riuscire a portare folle oceaniche all’interno di ristoranti, bar, lounge per la felicità del patron che vede finalmente girare i prodotti in cucina, sveglia i camerieri che si addormentano durante il servizio, mette un po’ di adrenalina ai cuochi che ritrovano il ritmo dei tempi migliori. Leggere un comunicato stampa dei suddetti, però, impone del tempo ed una certa esperienza sui vocaboli utilizzati: se non so come può essere un aperitivo “Glam” allora vado poco lontano, così come se non capisco l’importanza dell’ospite che fa il live set, ai quali si aggiungono i Dj(quanti? Difficile dirlo con nomi così strani!). In mezzo a tutto questo, facile rilevare come, se si tratta di aperitivi, la cena è a buffet e le consumazioni che seguono la prima sono a costi proibitivi: sarà mica per questo che nei piatti abbonda il sale e il peperoncino? Ma non solo, ci sono gli elementi nascosti, come in una pacifica maionese il tabasco aggiunto senza limiti, come nelle pennette al pomodoro, dove la carica di peperoncino diventa assolutamente diabolica. E le acciughe? Tanto oneste e tanto bella paiono, ma se sono cotte in forno in pseudo pizzette avranno la funzione di lasciare insonni i poveri avventori. Così tra questa immensità si annega il pensier mio ma il naufragar è triste in questo mare..

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About Author

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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