Anteprime di Toscana 2019: Chianti Classico

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Tra le anteprime più attese, sicuramente quella del Chianti Classico.

Per volere del boss supremo Leonardo Romanelli, mi toccano le Gran Selezioni da degustare per il qui presente articolo.

Non facili da approcciare per la differenza di stile e filosofia che ogni azienda applica alla ancora giovane creatura, mi hanno costretto e ripetuti assaggi, esortata dal solito Romanelli, che ha espresso svariati ammonimenti sui miei dubbi conseguenti ad alcuni campioni testati. Emerge alla fine, una bella ricchezza di estratto nelle Gran Selezioni del 2015 in piena forma adesso. Bella l’eleganza delle 2016 che hanno stoffa da vendere.

Detto questo ecco un estratto dei migliori assaggi:

Castello di Ama – Vigneto Bellavista, Chianti Classico Gran Selezione 2016: Intrigante. Bouquet di fiori al naso e piccoli frutti neri. In bocca la freschezza del frutto cede spazio alla piacevole balsamicità di macchia mediterranea. Tannino presente che scalcia ancora

Rocca delle Macie -Riserva di Fizzano, Chianti Classico Gran Selezione 2016: dolcezze. E’ un naso dolce di lievitati e vaniglia che presto cede il passo a sambuco, fiori di sambuco e more mature. Bocca intensa e di spessore, con cenni di cannella e pepe bianco; finale che ricorda l’alloro e il ginepro.

Castello di Gabbiano-Bellezza, Chianti Classico Gran Selezione 2016: bellezza vera. Articolato e vario al naso rabarbaro e profumi freschi. Bocca bella di ciliegia sottospirito, prugna e pepe. Finale in crescendo su note sapide.

Conti Capponi/Villa Calcinaia- Vigna La Fornace, Chianti Classico Gran Selezione 2016: crudo. Diretto e senza orpelli.Ciliegia sotto spirito e ginepro, muschio e terra. Polpa e croccantezza di frutto crudo in bocca. La freschezza domina sul tannino e gli rende già un discreto equilibrio nella beva.

Bibbiano – Villa del Capannino Chianti Classico Gran Selezione 2015: intrigante. Salvia timo mirtillo e cenni di idrocarburo. Fiori di cappero, noce moscata e pepe. Bocca soda e piena con la nota minerale che ritorna e persiste bella.

Cantalici,  Chianti Classico Gran Selezione 2015: fortemente gentile. E’ forte ma elegante, spinta esuberante al naso ma senza eccessi. Prugna, giacinto, rosmarino e a tratti polvere di caffè. Bocca che si allarga in equilibrio tra caramello, caramella d’orzo e decisa impronta minerale.

Castello di Albola – Santa Caterina, Chianti Classico Gran Selezione 2015: Radda da bere. Pot -pourri e oli essenziali, orzo, cenni tostati di caffé. Tannino saporito, bocca di grande equilibrio e spiccata beva

CincianoChianti Classico Gran Selezione 2015: anima dark. Naso esile e fine a dispetto del colore tendenzialmente scuro. Frutti di bosco, terra e felci, poi ancora mirtillo e rosmarino. Strizza l’occhio al gusto moderno, con discreto successo.

Famiglia Cecchi – Valore di Famiglia, Chianti Classico Gran Selezione 2015: contemporaneo. Convincente ed equilibrato, ricco al gusto e al naso ma con grande stile. Beva e pensiero

Famiglia Cecchi/Villa Rosa – Villa Rosa Chianti Classico Gran Selezione 2015: generation next. Frutti di bosco, muschio e tabacco finemente legati. Bocca con tannino di corpo che poggia su una acidità sferzante. Ritmo che ti colpisce.

Felsina – Colonia, Chianti Classico Gran Selezione 2015: sontuoso. Naso ampio con discreta spinta alcolica. Frutta macerata, spezie dolci. Bocca di impatto, gestita con tecnica, che trattiene le dolcezze senza mai renderle eccessive.

Fontodi – Vigna del Sorbo, Chianti Classico Gran Selezione 2015: sfacciatamente Panzano. E’  la ricchezza di questa terra, che diventa ricchezza di materia, frutto potente, anche cenni d’agrume mai falsi. Note piccanti sul finale.

Lamole di Lamole – Vigneto Campolungo, Chianti Classico Gran Selezione 2015 : radioso. Ha profumi che ammaliano e bocca ricca e gustosa, con evidenti note di mandorla. Bocca lunghissima in crescendo con radioso finale sapido deciso.

Le Filigare – Lorenzo, Chianti Classico Gran Selezione 2015: pulizia. Tutta la piacevolezza delle erbe, del sottobosco, la freschezza che ti tiene sempre su di giri. E’ macchia mediterranea anche al palato, di ginepro, alloro e lungo finale di corteccia di china e balsamicità da vendere.

 

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Circa l'autore

Riguardo a Sabrina.Somigli Microbiologa poi sommelier, ristoratrice e food blogger. Cercatrice di erbe spontanee e appassionata di somme matematiche: quelle tra farina più acqua uguale mille pani diversi. Chiantigiana della Rufina, concentrata nelle dimensioni, in pratica un caratello di vin santo; dolce o secco a seconda dell' annata, dell'oroscopo e dell'umore.

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