Altro il vino non è se non la luce del sole mescolata con l’umido della vite

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Esiste della magia in chi fa il lavoro di vignaiolo ed enologo… la magia arriva direttamente dalla terra che ci regala i suoi frutti e con pazienza accetta le nostre cure e si lascia trasformare.C’è una magia che difficilmente è descrivibile a parole, è la capacità di unire persone di paesi lontani tra loro per tradizioni, culture, clima, suoli sotto un’unica grande energia. Questa “energia”, questa “magia” si chiama passione.

UvaLa sinergia tra più teste determina la possibilità di implementare le capacità dei singoli facendo sì che l’osare diventi coltivare e produrre l’inaspettato.Il Lavoro del vignaiolo non richiede la forza bruta ma una grande sensibilità e umiltà. Per nove mesi sta chino sulle piante ad aggiustare, recidere e addomesticare con le mani, che devono essere educate ed intelligenti. Serve fermezza condita dalla delicatezza. Le stesse mani alla fine dei nove mesi si riempiranno di gioia e frutti che ripagheranno le fatiche del lavoro. Dopo nove mesi avviene un passaggio di mani fondamentale, come un figlio che dal grembo nasce alla vita, uno scambio di energia e passioni. Ora ci saranno “mani” che osservano, analizzano, travasano, costrette ad estrema attenzione e cognizione. Le mani dell’enologo che interpreta il lavoro della vigna, legge la natura e la fa sua, tenta di catturare l’essenza del raccolto avendone pieno rispetto del lavoro e la passione di altri. Come un insegnante fa con un bimbo, lo accompagna, tira fuori ogni potenzialità che lo renderà unico e riconoscibile per essere nato e cresciuto in uno specifico territorio. Ogni elemento nella vigna e nella cantina deve seguire un ordine perfetto dettato dall’alternanza delle stagioni, dalla micrometrica intransigenza della chimica e da un´estrema precisione e pulizia di pensiero e di fatto. Un Vignaiolo appartiene ad un ordine del lavoro che ha a che fare con disciplina e sensibilità, interpreta, ascolta, osserva e cura.

Vini in assaggioQuest’anno ho avuto la fortuna di far parte di un progetto bellissimo e ambizioso insieme. In una Toscana spesso chiusa da stereotipi e preconcetti, abbiamo potuto vinificare l’uva di un caro amico: Andrea Locci.
Quest’uva proviene da un vigneto sperimentale voluto fortemente da Andrea, composto da ben sei varietà di uva (Trebbiano, Malvasia, Albana, Moscato, Sangiovese, Fiano Minutolo), un piccolissimo fazzoletto di vigna che trasuda passione e attaccamento per la terra. Era nato come progetto pionieristico per dare la possibilità ad un gruppo di ragazzi “diversamente abili” del paese di lavorare la terra e coltivare e custodire una vigna. Coltivare è qualcosa di ancestrale, catartico, che aiuta a sentire il contatto con se stessi riportando il giusto ritmo e attenzione al tempo che spesso questi ragazzi faticano a vivere. Purtroppo però, come talvolta accade in Italia per motivi burocratici, il progetto si è dovuto fermare ma la natura e la passione sono andate avanti sperando un giorno di far rinascere questa splendida idea.

VendemmiaLa cosa più bella di questa esperienza è stata la sinergia tra la passione dei vignaioli toscani Andrea Locci e Alessandro Moretto, responsabile viticolo del gruppo Castellani, che hanno curato le viti con amore e la teutonica precisione del nord mescolata con sensibilità e genialità dell’enologo Andrea Moser, Kellermeister di Cantina Kaltern sul lago di Caldaro, che ha saputo tirare fuori un’anima nascosta di queste uve, mescolando la tradizione toscana con la voglia di scoprire del nord interpretando in maniera magistrale lo spirito per cui è nato questo vino.Spesso il nostro lavoro abbatte le barriere della conoscenza, ci rende piccoli inventori, assetati di scoprire, amare, rispettare quello che la natura ci offre. Solo la passione porta a risultati, non per forza migliori di altri, ma pieni di vita, d’inarrestabile sete di conoscenza. Solo sbagliando si va avanti, solo discutendo su una potatura o su come affrontare un problema, si costruiscono fondamenta per crescere e sperimentare. Il nostro lavoro di vignaioli ed enologi non tende per forza a un risultato economico, ma piuttosto si nutre di spontanea solidarietà e voglia di creare emozioni.

UvaCon il vino di Andrea Locci non abbiamo solo vinificato uve molto diverse fra loro, abbiamo fatto di più, abbiamo messo in bottiglia tutto il suo amore per la terra, tutta la generosità che offre sempre a noi vignaioli della Toscana essendo presente nelle nostre vigne a dispensare aiuto e fatiche durante tutta la stagione. Abbiamo cercato di catturare la sua anima e abbiamo aggiunto il cuore di chi ha coltivato la vigna con lui, Alessandro Moretto e la genialità di chi ci ha portato fuori dalla “comfort zone” (cit. A.M.) Andrea Moser provando ad osare e interpretare con genialità enoica il calore della Toscana unito alla fresca capacità del nord nella cura dei dettagli… altri occhi, altri colori, altra sensibilità ma stesso cuore, stessa passione.
Nasce così “Le SerAndre”, dall’unione dei nomi Andrea e Serena, la sua compagna di vita. Come ama definirsi Andrea “Servo della Vigna”, l’umiltà di mettersi sempre in gioco, di attendere, ascoltare , accettare e provare. Provare sempre, senza fermarsi mai, coinvolgendo gli altri in scienza e conoscenza. “Le SerAndre” con la sua vinificazione in bianco accende i sensi con una aromaticità che spazia dalla pera alla freschezza dei pascoli in fiore. E’ maturato da novembre a febbraio in barriques che gli amici di Andrea gli hanno voluto regalare, legno bellissimo di Querciabella, Carobbio e acacia di Ornellaia che ha donato ampiezza e profondità di gusto, tutti hanno infatti voluto in qualche modo essere parte di questo gioco di mani, di solidarietà e di amicizia.
Versando nel bicchiere “Le SerAndre” esplodono profumi di infinite sfumature, perché infiniti sono i caratteri di chi ci ha creduto, esplodono risate, prese in giro, gioco e serietà insieme. Questo siamo tutti noi che ci affanniamo a catturare la Natura per renderla il più possibile eterna, ma soprattutto siamo noi che nel lavoro mettiamo il cuore.

 

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Circa l'autore

Nel 2002 comincia la mia avventura con il mondo vitivinicolo presso l'azienda agricola I Veroni nel Chianti Rufina fino a diventarne la responsabile produzione. Ma comincia soprattutto la conoscenza di un mondo Impossibile da non amare che ti entra dentro partendo dall'amore per le viti e la magia della trasformazione. La conoscenza e l’amicizia con chi ha già da tempo amato ed imparato ad interpretare questo mondo è forse la scuola più importante che abbia potuto avere e sulla quale cammino ogni giorno nella mia crescita di vignaiola.Sportiva da sempre amo le sfide e il superare i propri limiti, in nazionale juniores di atletica leggera sono arrivata fino ai campionati europei. Velocista non solo nei piedi e nelle gambe ma soprattutto nella testa … assaporare ogni secondo e curare ogni dettaglio è per me una scuola di vita e un mio modo di affrontare il mondo. Sogni? Continuare ad imparare e riuscire attraverso il vino a far assaporare la natura nel rispetto totale della sua Essenza. Vorrei imprigionare nelle bottiglie le emozioni che provo quando sono in vigna e farle vivere agli altri attraverso i miei vini. La passione per ciò che si fa è un motore per continuare a sperimentare e una opportunità per trasmettere ai nostri figli la consapevolezza che merita sempre provare, cascare, rialzarsi e realizzare i sogni piccoli e grandi che siano.

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