Alla mensa con papà

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Non è richiesta abituale quella di domandare al figlio di poter andare a mensa con lui, ma avendo un padre come il sottoscritto chiaro che uno si abitua, crescendo, a situazioni non convenzionali. Ottenuto il permesso, mi reco alla mensa universitaria fiorentina con sede a Careggi, uno degli ultimi giorni di lezione, il che mi img_5822permette di non fare una fila chilometrica…a me già pareva tanta quella che mi si paventava davanti ma vabbè, manco d’esperienza! Conquistato il vassoio, cerco di capire come funziona il tutto: c’è un menu grill, ovvero spiedini con aggiunta di patate fritte, piatto unico, poi menu vegetariano con risotto gorgonzola e radicchio, cipolline tendenzialmente glassate (all’apparenza, poi saranno state cotte in forno) rustico di sfoglia, quindi la scelta sul menu classico, opzione quindi tra primi e secondi. I sedanini alla carrettiera purtroppo giacevano sul banco da almeno un paio di minuti e non me ne sono stati fatti di nuovi, mentre gli studenti, esperti e dall’occhio lungo, si sono buttati sulle tagliatelle appena cotte, condite (parola leggermente eccessiva, lo riconosco) con pomodoro e salsiccia. Essendo tempo diimg_5825 Natale, non mancava il cotechino con lenticchie, mentre io, ovviamente, scelgo il piatto meno emozionante alla vista, il pollo sguazzante nel pomodoro. SI va a pagare e poi ci si accomoda in una sala ampi e luminosa, ambiente tutto sommato piacevole, non opprimente. Giudizio? I sedanini purtroppo avevano una cottura fatta in acqua non bollente, mentre le tagliatelle avevano la loro dignità palatale. Il img_5827cotechino rimane una sicurezza, peccato per le lenticchie: stracotte, ma soprattutto semplicemente bollite, magari una cottura in umido avrebbe loro giovato. Il pollo, malgrado le apparenze, era morbido, solo un po’ insapore. Insomma, meglio di quanto pensassi, considerando il numero di pasti, il tipo di servizio, concentrato in due ore, e la varietà presentata. Magari se una volta al mese facessero un pranzo con uno chef? 100 fortunati che vanno a provare una cucina alla quale non sono abituati..potrebbe essere un ottimo esempio di educazione alimentare!

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Circa l'autore

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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