Alessandro Soltani: oste visionario. La storia di un imprenditore che ha fatto la nostra felicità

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Le Cascine, Parc Bistrò. Questo luogo farà parlare di se.

Scusa per favore puoi portare alla signora qualcosa da bere? Cioè non qualcosa, portale champagne.

Alessandro è così.

Ma chi è Alessandro Soltani?

  1. è prima di tutto l’imprenditore. Presente la storia dell’imprenditore che si è fatto da solo? Ecco. Arriva a Firenze dall’Iran per studiare scienze politiche all’Università, poi una serie di vicissitudini lo portano non dentro ma diciamo di fronte alla Facoltà di Lettere di piazza Brunelleschi, a gestire  un bar da colazioni. Sono passati 35 anni e i suoi locali all’attivo in città adesso sono 5.
  2. è anche l’uomo senza età. Conosco Sandro da tanto ed è sempre uguale. Anzi direi che col tempo migliora, non come Sean Connery o Bono Vox, ma senza l’ausilio del botulino se la cava alla grande. Alla fine gli ho chiesto di che classe fosse, ma non lo rivelo, per lasciare quell’alone di mistero che certo non guasta.
  3. ma Sandro è soprattutto il responsabile dell’educazione vinicola di molti fiorentini, molto più efficace di un corso sul vino o di un abbonamento a una rivista di settore.  Vediamo perché

Imprenditore felice. Secondo Sandro: meglio bere che stare zitti

Il Caffè Sant’Ambrogio

Sottotitolo: prima regola per essere un imprenditore di successo, avere almeno una buona idea.

Al caffè Sant’Ambrogio da 28 anni non solo si beve bene, si beve il meglio servito come Dio comanda. E quale sarebbe l’idea originale? Grandi vini al grande pubblico. Ce lo racconta Alessandro

Dopo 5 anni che gestivo la caffetteria vicino all’Università di architettura non ce la facevo più a fare oltre 1000 caffè al giorno e tutti diversi, perché non c’è uno che beva un “semplice” espresso! Ho sentito che in Sant’Ambrogio avevano messo in vendita un locale e ho deciso di spostarmi. Siccome mi ero fatto tanti amici neo architetti, alcuni mi hanno aiutato a arredare il locale, hanno iniziato ad allestire mostre di fotografie e illustrazioni e presto sono diventato il locale dei vip (ride).  Sempre in quegli anni avevo aperto anche un altro locale in centro, lo  Zona 15, dove di fatto servivo tapas in abbinamento a grandi vini. (Piccolo inciso: colui che introduce la formula tapas a Firenze. Perché è vero che ci vuole almeno una buona idea per essere un imprenditore, ma se ne hai più di una tanto meglio!). Poi ho dovuto vendere quel locale per guerre con i residenti che dicevano che c’era troppo rumore..pensa, l ho ceduto e ci hanno fatto una discoteca! Chissà come saranno felici adesso gli abitanti del quartiere!

Quindi ho chiuso e mi sono ritrovato tanti vini “alti” da dover smaltire. Avevo due scelte: o berli tutti o venderli. Ho pensato che la seconda opzione poteva essere vantaggiosa anche per la mia salute quindi cosa ho fatto? Mi sono inventato una proposta settimanale: Grandi vini al Grande pubblico e ho iniziato a vendere al bicchiere quei vini pazzeschi. 

Stiamo parlando di grandi Brunelli, perfino il merlot l’Apparita in mescita al bicchiere. Tutto questo anche stando in piedi in piazza di Sant’Ambrogio.

Di fatto Sandro ha sdoganato anche l’idea che il grande vino non si beve per forza in giacca e cravatta su una poltrona in velluto Kid-Mohair.

Il consolidamento dell’azienda e il fardello dell’imprenditore

Seconda regola: per fare l’imprenditore ci vuole il fisico per reggere una grande responsabilità.

Il pubblico che segue Sandro, negli anni si eleva nei gusti, si abitua a certi standard serviti al locale e la responsabilità dell’imprenditore è tale che non può più neanche pensare di mescere un vino “banale”. Qualche settimana fa ho finito il Borgogna rosso che tengo in questo periodo al bicchiere. In attesa della consegna ho preso un vino di Toscana molto buono tra l’altro, ma lo sai che è sempre lì? Non lo vogliono, ormai si sono abituati a quel livello e prova a muoverli se ci riesci!

Da Sandro si apre roba grossa! Ve l ho detto che ci vuole il fisico

Il Caffè Sant’Ambrogio diventa negli anni il luogo di riferimento per tante tipologie di pubblico, ma anche per gli addetti al settore; dopo la mezzanotte è il luogo di ritrovo dei ristoratori fiorentini a fine servizio. E’ il luogo dei sommelier di Pinchiorri, tanto per fare qualche nome suggestivo.

perché ai sommelier dell’Enoteca, cosa vuoi servire? Hanno provato tutto, bevono di norma il meglio del meglio, non è certo facile accontentarli, in senso buono ovvio. Da me trovano 10 champagne selezionati a mescita, trovano la Borgogna a mescita, insomma non vanno via scontenti diciamo

alcuni frequentatori del Sant’Ambrogio ..

Le mode vanno e vengono soprattutto in una città incostante e capricciosa come Firenze, ma il Sant’Ambrogio resta e fa da traino a un intero quartiere che dalla fine degli anni Novanta diventa il centro della movida fiorentina.

Progetti recenti e nuove aperture

Trent’anni di attività sana e di successo non passano certo inosservati, ed ecco che altri imprenditori del panorama fiorentino vengono a cercare Sandro per proporgli collaborazioni, gestioni e simili. Decisivo l’incontro con Umberto Montano, da cui scaturisce una collaborazione col Mercato Centrale di Firenze, dove Sandro gestisce l’enoteca, un luogo incredibile con oltre 100 etichette di vino al bicchiere. Non sto scherzando, è il regno degli amanti del vino di tutto il mondo, considerando la clientela cosmopolita che lo frequenta. Il Mercato Centrale raddoppia e apre una sede nel Centro commerciale I Gigli e diventa naturale pensare a sempre a lui nella gestione ed infatti la caffetteria con enoteca è in mano ai ragazzi di Sandro.

la vetrina dell’enoteca la Mercato Centrale. Secondo Sandro: “il mio personale acquario”

 

Le vasche con i vini a mescita all’enoteca del Mercato Centrale. Non si vede l’inizio e neppure la fine

Il 2019 è un altro anno importante con due grandi progetti che partono: il Caffè Italiano, locale storico fiorentino e l’ultima sfida: il Parc Bistrò al Piazzale delle Cascine, nelle ex scuderie della Facoltà di Agraria. Nel primo caso si tratta di una ristrutturazione organizzativa, ed anche materiale, di un locale oramai storico, sempre di Umberto Montano. Ogni settore è affidato ad un professionista e quindi in cucina sovrintende Gionata d’Alessi del  ristorante “Io cucino” a Bibbona , poi Guglielmo Vuolo che è uno dei pizzaioli più famosi che qui lascia operare il figlio Enrico, Carmelo Pannocchietti del ristorante “Arà” si occupa di specialità siciliane compresi i dolci, mentre Sandro è il responsabile dei vini.

Parc Bistrò inaugura un nuovo modo di rilassarsi: stare a baco nel verde è la nuova frontiera del divertimento. Una sdraio di legno lontano dal rumore e dal traffico, in sottofondo i Pink Floyd e il leggero fruscio delle foglie dei platani che ondeggiano al vento. Sandro che parla con quel suo buffissimo accento a metà tra il fiorentino e l’iraniano, qualche fettina di jamon serrano, champagne o Borgogna, quel che più aggrada. Trovatemi di meglio e vi seguirò. Per ora la mia estate in città è al Parc Bistrò.

io resto al Parc..

 

la sala del Parc Bistrò. C’è fresco pure dentro 🙂

 

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Circa l'autore

Riguardo a Sabrina.Somigli Microbiologa poi sommelier, ristoratrice e food blogger. Cercatrice di erbe spontanee e appassionata di somme matematiche: quelle tra farina più acqua uguale mille pani diversi. Chiantigiana della Rufina, concentrata nelle dimensioni, in pratica un caratello di vin santo; dolce o secco a seconda dell' annata, dell'oroscopo e dell'umore.

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