Filippi

Al cinema

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Non era comune che andassero al cinema: eppure piaceva ad entrambi, solo che ci erano andati a lungo  prima di conoscersi, per poi scegliere altri modi per stare insieme: le lunghe camminate in montagna,le mostre d’arte, i concerti ed anche un po’ andare a mangiare fuori. Fece decidere a lui il film e si affidò senza nemmeno sapere la trama: era importante uscire insieme, dopo una separazione sofferta e travagliata, mai definitiva, alla quale lei aveva deciso di porre uno stop. Ricominciare con lui poteva essere un’opportunità, non che lo avesse fatto a cuor leggero: sapeva cosa stava lasciando e le emozioni che aveva provato, ne avevano discusso a lungo sulla ripartenza e il tentativo era in atto, pur sapendo che la prospettiva era quella di una navigazione a vista. Eppure ne avevano fatti di bei progetti, alcuni anche realizzati, ma poi molti si erano arenati di fronte alla sua storia. Arrivarono al cinema per tempo, non avevano mangiato, lei stava per andare a comprare patatine e bibite, ma si fermò in tempo: era diventato un riflesso incondizionato, quando usciva con l’altro era abituata a prendere cose da mangiare, si trovava ad essere stranamente servizievole, anche perché poi era costretta a vedere il film   sentendo  sgranocchiare in continuazione, o ascoltando  commentare a voce alta, tutte cose che non sopportava abitualmente ma in quel periodo le andavano anche bene tutto. Buio in sala, sempre quell’attimo di emozione e poi il film: lei cercava la sua mano, la trovò subito accogliente, la lasciò e cercava di guardare il film. La testa vagava ogni tanto, cercava di rimanere concentrata sul film, solo che ogni tanto si faceva strada l’emozione a pelle, il batticuore, il ricordo di certi momenti, come quando in un cinema si rifugiarono in bagno per un amplesso breve ma intenso. Scacciò dalla testa certi flash, solo che nel film la scena era ambientata in un ristorante, una trattoria popolare e i protagonisti si imboccavano a vicenda. Altro pensiero fugace  comparve in testa:una sera in un’osteria, cibo improbabile, compagnia agghiacciante, ma appena usciti quella sosta in auto prolungata, nel parcheggio, incuranti di chi passava accanto. Qui l’emozione prese il sopravvento, si alzò per andare in bagno,lui la sentì staccarsi e l’accompagno con uno sguardo interrogativo. Mise il viso sotto l’acqua fredda, aveva bisogno di sgombrare la testa da tutto , doveva fare veloce, si asciugò e si guardò allo specchio. Meno male che in sala cera ancora buio. Si calmò, il cuore si mise a battere normalmente e tornò serena: era diventato una sorta di incubo che doveva allontanare. Rientrò e in quel momento, sullo schermo, i due erano di fronte ad un cocktail nella sala di un grande albergo: già l’immagine le sembrava più adatta. SI mise a sedere accanto a lui e riprese la sua mano in maniera più convinta. Si avvicinò e sussurrò all’orecchio”Dove mi porti dopo a mangiare? ” Lui la guardo felice e rasserenato.

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About Author

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

2 commenti

  1. Anch’io sono una mangiona pomeridiana e anch io sto imparando a spezzare la fame con le mandorle e pure con le noci. Infatti, io ho la fortuna di essere costretta a mangiare sano a pranzo,infatti,la mensa della scuola nella quale lavoro prevede tutti prodotti a chilometro zero e a misura di bambino, però, mangio alle 12 e alle 16 se non mangio impazzisco!!! Fai bene a non rinunciare a mangiare fuori, anche perché, è un grandissimo momento di relax. customer essay

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