Abolire la carne in scatola: sarà un futuro possibile?

0

Ora che impazzano gli assaggi comparati di bistecca, le “orizzontali” di carni di razze diverse, l’attenta distinzione delle carni crude tra quelle sfibrate e quelle con i bravi nervetti al loro posto, sarebbe interessante capire il concetto del controllo qualità sulle carni in scatola.

carne-in-scatola-gelatinaMa facendo un passo indietro, l’idea di mettere in scatola la carne è opera di Appert, che deve trovare il modo di far commercializzare carne, ovvero proteine, in maniera igienicamente corretta, a prezzi sostenibili. L’idea funziona in teoria poi si trova ad incontrare problemi pratici di altro tipo: come si fa ad aprire la scatola dopo la cottura? Ancora l’apriscatole non era stato inventato! E poi arriva la soluzione della chiavetta attaccata alla scatola, che dura imperitura nel tempo, fino a lambire i miei ricordi di gioventù.

carne in scatola

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La carne in scatola diventa il cibo delle truppe in guerra che possono così mangiare carne anche calda (sic!) senza ammalarsi, a costi affrontabili anche dall’esercito e in Italia si afferma davvero dopo la prima guerra mondiale.Se qualche novello kamikaze avesse voglia di cimentarsi nella degustazione di vari tipi di carne in scatola, distinti tra marche e modelli, ..ops, tipologie anzi: capire cioè se è meglio avvolgere il palato dalla carne in scatola versione light, quella semplice o quella pressata, se non addirittura quella impanata. Senza considerare l’evoluzione in cottura e quindi i ragù ( non scherzo), gli spezzatini, i ripieni di pasta e le minestre. Ma non sarebbe meglio abolirla del tutto oggi che non ne abbiamo più bisogno?

Condividi!

Circa l'autore

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

Lascia un commento