5 modi sicuri per capire quando si rimane antipatici ad un cameriere

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Indubbiamente il cameriere che opera in un ristorante “elegante”, frequentato da quella che viene definita da alcuni addetti al settore “bella gente”, (tradotto vuol dire “altospendente con facilità alla mancia, gentile ed educata”) deve avere capacità psicologiche non indifferenti. Quelli bravi e ben allenati basta guardino negli occhi un cliente appena entra, una frase di benvenuto ed una stretta di mano, e sanno già come comportarsi per il resto della serata, senza far trasparire nessuna emozione negativa, nel caso l’ospite fosse di quelli che mette a dura prova i nervi. Poi ci sono quelli che non ci riescono ad essere professionali, o perché sono alle prime armi, o perché vestono i panni di giudici altezzosi, e stabiliscono fin da subito se la persona è più o meno degna della loro attenzione, soprattutto quando non sono a conoscenza del pedigree sociale della stessa. Sono quelli che guardano già con aria di sufficienza appena seduti, rispondono svogliatamente a qualunque domanda, cercano di spedire al tavolo il “ragazzo”, ovvero l’ultimo arrivato nella brigata pur di non dover trattare con un cliente poco appetibile. Che poi, non è quello che deve lasciare la mancia per forza il cliente bravo, ma è quello che ha conversazione brillante, che magari si intende di vino senza essere presuntuoso, quello insomma che fa scorrere il servizio al meglio. Ma questi “semiprofessionisti dell’accoglienza” sono troppo facili da individuare, non hanno filtri: meglio allora capire il linguaggio non verbale di coloro che ci provano con tutti loro stessi a diventare campioni dell’accoglienza ma ancora non vestono la maglia del maître fuoriclasse.

  1. OCCHI Vi guarda con fatica negli occhi, tende ad evitare il vostro sguardo, gli sfugge ogni tanto un’osservazione prolungata al soffitto in preda alla disperazione di doversi confrontare con voi
  2. DIALOGO Essenziale, sbrigativo, poco incline al confronto, sia sui piatti che sui vini, ancor meno di eventi di carattere culturale. Terminerà in maniera secca la frase onde non sia possibile rilanciare
  3. GESTI Se deve portare i piatti, questi saranno appoggiati sempre con quel fare meccanico leggermente rumoroso,  pur in presenza di tovaglie di fiandra. Altrimenti reagirà con piccoli gesti di disappunto quando lo fermate all’ennesimo tentativo di riempire il bicchiere che preferite tenere vuoto
  4. CORPO Perennemente teso e mai rilassato, con le mani che tenderanno sempre ad essere occupate, con il piede sempre pronto a staccare il passo per andare ad un altro tavolo
  5. RESPIRO Saranno per lo più sospiri che respiri, con quello prolungato alla presentazione della carta di credito per il conto
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Circa l'autore

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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