5 modi diversi di cucinare il cavolo nero

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Non pretendo di avere il dono dell’invenzione applicato al cibo, ma cerco di guardare le cose da un punto di vista diverso, e quindi, un ingrediente troppo spesso trattato in maniera classica e poco fantasiosa , può far nascere situazioni diverse gastronomicamente parlando.

cavolo nero

in principio era la ribollita e le fette di cavolo nero, poi la tradizione lo imponeva anche nell’infarinata, preparata versando la farina di mais all’interno della zuppa di fagioli e cavolo nero appunto. Poi ha cominciato ad affrancarsi dai soliti cliché per dar luogo ad abbinamenti e preparazioni perlomeno di maggior fantasia, senza dover affrontare chissà quali sconvolgimenti culinari , semplicemente utilizzandolo come nessuno lo ha mai proposto. Ecco i miei 5 modi diversi

1) FRITTO Le foglie private della costola o quelle piccole, passate in una pastella di farina di riso e latte quindi fritto in olio di semi

2) GRIGLIATO I mazzetti piccoli, dalle coste fini, avvolti in pancetta o lardo, dopo essere stati insaporiti in sale aromatico, cotti fino a far fondere il grasso e lasciare croccanti le foglie

3) SALTATO Aglio, peperoncino, scalogno in olio EVO, quindi cavolo tagliato a pezzetti, da servire croccante come contorno o come base per condire pasta

4) AL FORNO Come il grigliato , solo che dopo la rosolatura iniziale, prosegue bagnato da vino bianco ed eventualmente brodo, con il fondo di cottura utilizzato per glassarlo in superficie

5) CRUDO  perfetto nelle insalata di misticanza, come aggiunta croccante, saporita appena amara

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Circa l'autore

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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