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Dagò Osteria a Firenze

Scritto da Leonardo il aprile 23, 2012

Il nome deriva da quello del calciatore D’Agostino, ex della Fiorentina ed oggi al Siena, che l’ha acquistata ma, ovviamente, non la segue da un punto di vista gestionale. Prima c’era l’Osteria de’Macci, sono passate varie gestioni e questa cerca di dare un po’ di vivacità. Le potenzialità ci sono anche, il locale dispone di un giardino interno ampio, raro per questa zona della città. Menu diverso tra mezzogiorno e sera, senza possibilità di interagire, quindi mi vedo costretto a provare il menu del giorno, partendo dai pici al cacio e pepe, dove il formaggio non è dei migliori, con una punta di acidità rilevabile.Il secondo è un classico fiorentino: la braciola fritta e rimessa in salsa, con patate prezzemolate di accompagnamento, magari poco salsata ma gradevole nel sapore. La crema caramellata, come dolce, ha una presentazione da rivedere, tagliata da una teglia, sbattuta sul piatto e lì completata con lo zucchero e la fiamma ossidrica. La sera i tavoli vengon apparecchiati invece di avere solo la tovaglietta di carta, il menu veleggia tra piatti toscani e quelli piacioni, come i coccoli e stracchino, lo spaghetto con vongole e bottarga, la tagliata di tonno ed una braciola fritta con gorgonzola al tartufo(sic!). Carta dei vini ristretta, dai ricarichi corposi. Il responsabile di sala è affabile e molto gentile, mi giro intorno e rifletto su un particolare: nessun italiano tra sala e cucina, evento sempre più comune…mi immagino la scena inversa, tutti italiani a preparare piatti di altre cucine..a pranzo si può mangiare con 15 euro per un pasto completo, la sera tre portate escluso vini 40 euro

Chi ha scritto questo articolo

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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