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Al Ceppo di Roma

Scritto da Leonardo il ottobre 23, 2011

Di transito nella capitale per la presentazione della guida dei Vini del Gambero Rosso, alla quale collaboro, colgo l’occasione per andare a cena in un ristorante che ha suscitato discussioni e polemiche dopo l’uscita della guida dei ristoranti, sempre del Gambero Rosso, ovvero Al Ceppo. Scopro dopo la cena che ne aveva parlato Marco Bolasco nel suo blog e magari il confronto può essere stimolante: lui ne parla da vecchio frequentatore ed amico della proprietaria, io da semplice utente. Il primo aspetto positivo è che si può mangiare fino a tardi e l’eventuale attesa viene spesa nella sala d’ingresso, con un prosecco offerto: si ha modo di vedere il cuoco all’opera alla griglia a carbone, il tavolo grande accanto alla stessa, un muoversi del personale rapido ed efficiente.Si può entrare poi in una delle due salette di fronte o nell’ampia laterale e si nota come il pubblico sia assolutamente variegato, come età e provenienza.  Una volta seduti l’attesa è lunga ma essendo venerdì ci si può aspettare: il pane arriva subito, il vino giusto in tempo, con i piatti che stanno per arrivare. L’insalata di ovoli, sedano mandorle e pinoli è gustosa, solo che si tratta degli ovoli aperti, non certi i più adatti a questo tipo di preparazione, comunque validi. I soqquadri (tipo di pasta corta di forma quadrata) cacio e pepe con trippette di baccalà sono fatti troppo di fretta: golosi al gusto, ma la salsa è troppo liquida, non si lega al resto degli ingredienti e chiedo un cucchiaio per godere del tutto. Come secondo il “coscio d’anatra ripieno di fois gras”(così scritto nel menu!) è saporito, equilibrato, ben confezionato, buoni anche i calamari con pomodori, verdure croccanti su passata di bieta. Volendo, la carta dei dolci è stimolante, bella alternanza tra quelli al cucchiaio ed altri secchi. La proposta della carta dei vini è intelligente: propone una scelta non ampissima ma ragionata direttamente nel menu, altrimenti chi vuole può consultare la lista completa. Servizio che risulta gentile e partecipe, anche se i camerieri devono trottare alquanto. Tre portate escluso vini sui 65 euro, non si paga il coperto

Chi ha scritto questo articolo

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

2 commenti dei Lettori

  1. 24 ottobre 2011 at 2:08 pm

    I piatti appena vengono coperti dalle portate..... vorrei vedere si facessero pagare il coperto con 65 euro a seggiola vini esclusi.

  2. Mario Albano
    Reply →
    28 ottobre 2011 at 2:03 pm

    io sono un grande estimatore del Ceppo: tra le tavole "borghesi" e convenzionali di Roma è secondo me la migliore, ottime materie prime, una cucina senza picchi ma molto affidabile, cortesia e competenza del personale e della proprietà, una buona carta dei vini.

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