Ristorante ‘321 del Fosso Bandito a Firenze

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Quando si dice un recupero urbano: prendi il parco delle Cascine a Firenze e ricordati i favolosi anni ’80, di una Firenze che sembrava quasi una replica mal riuscita della New York underground, con una vita notturna intensa, dove sicuramente si mescolavano droghe, alcol e quant’altro ma si viveva anche un fermento non indifferente. Fra i luoghi frequentati tra dark, esponenti della new wave e quant’altro  c’erano due discoteche, il Meccanò e il Central Park, una abbattuta dopo essere stata rifugio di spacciatori e tossici, lo stesso è capitato img_4869al Central Park, solo che in questo caso, si potrebbe copiare la scritta sull’arco di piazza della Repubblica a Firenze: « L’ANTICO CENTRO DELLA CITTÀ DA SECOLARE SQUALLORE A VITA NUOVA RESTITUITO”. Dalle sue ceneri è nato infatti il Fosso Bandito, luogo eterogeneo, dove si mescolano folla, bambini, discoteca, pizzerie e, incredibile ma vero un ristorante gourmet. Sì, ma tutto proviene dalla stessa cucina capitanata da Fabio Bianconi , cuoco fuori dai soliti schemi, membro della federazione Italiana Cuochi con la squadra che partecipa alle Olimpiadi della cucina. Bello vedere uno chef con il physique du role che gli compete, che img_4951non si spaventa di fronte ad un numero di coperti impressionante, nei fine settimana, ma in grado di muoversi con mano leggera e intrigante anche nel campo della cucina di alto livello. L’angolo riservato del ‘321 dispone di giardino e ingresso separato, poi saletta con pochi coperti, personale gentile ed educato: menu non eccessivo, come è giusto che sia in un luogo che non deve stupire come quantità, elemento che già caratterizza la pizzeria, dove le porzioni sono giganti. I nomi nel menu sono evocativi e quindi ecco che “Altro che fugassa “non è altro che una crudité di gamberi con tartare di avocado e cipolla di Tropea mentre “Chi ha visto Don Alfonso? ” diventano Paccheri del Mancini con scampi, pomodori secchi e pinoli . Da provare “Assolo” , trancio di branzino con purea di vongole e cicoria spadellata. Si termina golosamente con “Alla vecchia” , la zuppa inglese all’antica. Due menu degustazione a 38 euro, alla carta sui 50 euro per tre piatti, carta dei vini fortemente incasinata ma con belle chicche. Da provare il prima possibile. 

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Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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