Quanto sono permalosi al Nove!!

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Lo so, qualcuno poi mi accuserà di essere il loro PR per quanto ne parlo, ma la situazione del Nove ha del grottesco. Ora fanno scrivere una mail a un non meglio identificato Neri Della Rovere che qui vi trascrivo (errori di grammatica e di battitura compresi). Forse voleva essere ironico, ed in parte ci riesce ma, come gli  ho già risposto, non entra nel merito del problema e scarica semplicemente livore evitando accuratamente di spiegare se le critiche prodotte sono state giuste o meno. Comunque, commercialmente hanno ragione loro, viste le macchine parcheggiate sul marciapiede del lungarno. Duro il mestiere del critico!
gentile Romanelli,
le scrivo in merito all’ultimissimo intervento da lei sapientemente sbrigato sul ristorante Nove. Il suo blog è emozionante, dico davvero. E il suo ultimo commento a dir poco indispensabile: nella fine attenzione con cui ha fatto tutte le osservazioni che ho letto, addirittura recensione esaustiva di ogni altro commento sul ristornate in questione. La salsa giapponese dei gamberi sapientemente e quasi con parsimonia riproposta nell’ignaro branzino. Tenpura di pollo con verdure dimenticabile, senza capire se dimenticabile sia la frittura o la carne. La freschezza di uno scampo che, le confesso, ho sentito puzzettare mentre scorreva la lettura, immaginandolo nel piatto del Nove. Le bottiglie di vino che qualcuno ci soffia sempre, quasi come in una congiura subita da tutti gli altri clienti che fanno sempre la nostra stessa scelta. Congiura peraltro dalla quale si sfugge solo scegliendo vini scevri da noie di accostamento tra qualità e prezzo piuttosto che tra uve e carni. Finezza che io lascio ai sommelier. E poi questa benedetta formaggera portata con distacco da una cameriera che non ci degna mai di accostarsi alle nostre decisioni, non ci cura e pensa solo a se stesso, avvantaggiandosi sul suo lavoro come fossimo in coda per lavare la macchina. E poi i bicchieri: che amarezza gustarsi un vino sbgaliato in un bicchiere sbagliato. Infine l’orzo. Io lo gradisco con la scorza d’arancia. Una perla.
Peccato che mi stessi appassionando a quel ristorante, nelle prime righe, pensando quasi di volerci andare. Mi emozionava l’idea di mangiare comodamente seduto in un set da film americano. Grazie al suo prezioso contributo eviterò di andarci. O magari farò una pazzia e andrò ugualmente a gustarmi le salse a casaccio, il formaggio sul pesce, un vino che non mi va…mi immagino già seduto fuori a prendere appunti su di un fogliaccio rosa, come faccio sempre, per darle manforte sul mio commentario. Sono curioso di vedere se mi porteranno un posacenere da sigaro; in caso contrario farei come lei, una recensione soppiettante. Ma mio caro Rosanelli, mi creda, quante parole inutili: sto pensando sinceramente di cambiare mestiere. L’età è ormai quella che è, i ristoranti peggiorano sempre più. Faccia come me, rimanga a casa. Per questo mestiere ci vuole calma. Molta calma. Sono ormai venticinque anni che assaggio saltando da un ristorante all’altro. E in tutto questo tempo non ho mai preteso di mangiar bene con la fretta che ha Lei fra le dita ancora sporche di salsa speciale.
Mi sia tolta una curiosità buffa: la differenza tra i pesci con salsa, perlomeno, l’ha notata?
salute
Neri Della Rovere

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About Author

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

18 commenti

  1. lorenzo guidi on

    Caro Neri della Fodere
    quando si scrive al computer posa il fiasco perchè
    sbagli le lettere,i tempi e i verbi.
    Per favore dicci per quale testata scrivi…..o tul’hai presa la testata!
    A parte per avere l’esperienza di Rosanelli tu devi bere due o tre damigiane di vino,fare più km di un camionista dell’Ardenza e vedere più cuochi e camerieri che il sarto dell’alberghiera ma che tu prenda le difese di un locale appena aperto così presuntuoso da voler insegnare invece di ascoltare!
    Dai retta caro Neri della Podere,stacci te a casa!
    E copriti bene che sennò tu pigli freddo!

  2. secondo me c’ha ragione !!!
    chi non mangia in compagnia o è un ladro o è una spia, lo sanno anche i muri !
    🙂
    la prossima volta invita gli amici li si stronca in due

  3. lorenzo guidi on

    A pensarci bene io conoscevo anche Lucrezia Lante Della Rovere amica di Marina Ripa Di Meana e parente della contessa serbelloni Mazzanti Vien Dal Mare!
    Ovviamente tutte delle grandi fornitrici di “ciccia”…mica sarà la mamma!

  4. Aldo, chi è Neri della Rovere?
    Certo che comunque la sua arringa è appassionante.
    Da oggi comunque sei Rosanelli, e basta.

    Ot: grande template.
    Ora ti resta solo da italianizzare alcune parti.

  5. lorenzo guidi on

    Certo siamo delle belle merde!
    Il Neri Della Rovere c’haveva uno virrus neel coomputer e
    ancho io nno mi sendo tatto benne!

  6. lorenzo guidi on

    Scusate ma è piu forte di me!
    Lo sapete cosa mi viene in mente leggendo il Neri delli Povere?
    La dettatura della lettera nel Totò e Beppino e la malafemmina!
    Rosanelli se domani per la strada qualcuno ti chiederà:”Noio volevuam savuar… per andare dove dobbiamo andare ….”
    sappi che starai parlando con Neri della Polvere!
    Ci vorrebbe un intervento al giorno di uno così….
    nemmeno Fede!

  7. ho dovuto rileggere la lettera più volte e ancora ci sono passaggi che mi sfuggono.
    mah…

    certo che poteva ben rileggerla anche lui.

    ciao 🙂
    elena

    ps bello il nuovo template

  8. “L’età è ormai quella che è, i ristoranti peggiorano sempre più. Faccia come me, rimanga a casa.”
    Ecco, per me questa è l’unica cosa giusta che dice il tuo cortese interlocutore.
    Peggiorano anche nell’intento, nella regolarità e la costanza, nella cortesia di fondo e di superficie, nella scienza della ristorazione (questi posti aprono e chiudono come funghi…), nella capacità di investimento…Ma è anche vero che hanno il pubblico che meritano: un pubblico di marcaioli dal consumo frettoloso, che brucia oggi quel che ha adorato ieri.
    Ci sbatteranno le corna anche loro…Fidati.

  9. Però, esimio Rosanelli, mi faccio una domanda (ma non mi do una risposta) e quindi gliela pongo: a fronte di una esperienza negativa, e quindi di una valutazione negativa si racconta l’infortunio per filo e per segno o semplicemente si omette la segnalazione?
    io qualche dubbio ce l’ho: se in un posto non vale la pena di andare c’è molta più forza nel dire che non vale la pena di andare piuttosto che tacerne. Ma qui è gente che lavora, magari è incorsa in un accidente, vai a sapere.
    Magari ancor prima di pagare il conto mi sto augurando che un certo posto chiuda entro domattina e tutti vadano a piantar cipolle… però però. Insomma Lei come la vede?
    Per il momento io propendo per l’ipotesi della denunzia di un servizio insufficiente…

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