Piccolo vocabolario fiorentino italiano per sopravvivere nelle trattorie della città senza essere presi per turisti sprovveduti

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Oramai si vocifera da tempo che,  anche a Firenze si dovrebbe mettere il numero chiuso per i turisti, così come viene richiesto a gran voce per Venezia. Certo, casi eclatanti di persone sorprese a far pipì in luoghi inadeguati non si sono avuti, ma l’afflusso costante di visitatori, in alcuni mesi dell’anno, è una realtà con la quale la città deve convivere. Da un punto di vista commerciale, si è assistito all’apertura di  tanti mangifici senza anima, dove è normale avere personale che parla in inglese, per rispondere alle esigenze della clientela internazionale. Se si desidera invece visitare le trattorie rette da famiglie fiorentine, che parlano rigorosamente lo slang locale, senza nessuna concessione a quella che può essere una vera necessità di comunicazione, ecco qualche elemento utile per evitare di fare la figura dello sprovveduto una volta arrivati nella città del Giglio, ricordandosi che non esiste un sentimento di pietà, da parte dei fiorentini, che hanno coniato un detto molto significativo “Agli zoppi, grucciate!”, tanto per far capire quanto lo spirito caustico dei fiorentini pervada ogni momento della vita

“VUOLE L’ACQUA DELLA CANNELLA? “ Non è un’acqua speziata, è quella del rubinetto, che solitamente viene offerta e non fatta pagare. Aspettatevi però commenti di scherno al riguardo

“ATTENTO CHE L’E’ ABBOLLORE” dicesi di un piatto caldissimo al quale fare attenzione prima di consumarlo.

“E L’E’ MARMATA” può essere acqua ma anche un dolce o altro piatto terribilmente freddo, che deve ricordare la sensazione del marmo.

“AFFRITTELLARE” magari a colazione viene proposto un uovo al tegamino detto appunto affrittellato, niente a che vedere con le frittelle.

“SVIZZERA” termine per hamburger, Veniva fatta mangiare ai bambini con mal di gola che non riuscivano a masticare

DIOSPERO none locale per il Kaki. Se una signora provava a fare la distinta(sempre termine fiorentino per indicare una che se la tira leggermente) e, dall’ortolano provava a chiedere. “Ortolano, un kaki!” lui rispondeva “Di molto bene signora!”

GRANOCCHI magari qualche trattoria ancora li propone..i ranocchi!

LICITTE Nome antico per toilette

MIDOLLA Niente a che vedere con le frattaglie, tranquilli, si tratta della mollica del pane

TOPINI Li possono  mangiare vegani, vegetariani e amanti degli animali in genere: sono gli gnocchi di patate.

Ultimo consiglio: non professare mai la fede calcistica juventina, potrebbe rovinare la digestione

Credits photo lanazione.it

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About Author

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

1 commento

  1. che un fiorentino impari a parlare in italiano e usi parole come rubinetto, gnocchi, inizi a usare il verbo scottare pare brutto. Toscanizziamoci tutti. Infatti, so per certo che prima di andare in Scozia lei abbia imparato il dialetto di Edimburgo per ordinare al ristorante.

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