Orzata, che ricordi…

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Leggendo  i libri ambientati ad inizio ‘900, è  interessante ripercorrere le abitudini alimentari dell’epoca, attraverso episodi sparsi qua e là: non solo cibo, verrebbe da dire, considerando che non mancano gli esempi di momenti di pasti oramai abbandonati come il tè del pomeriggio o il dopo cena: andare a trovare persone la sera per fare quella che si direbbe amabile conversazione era uso comune. E quindi, se alle signore e signorine era concesso un dito di rosolio, mentre gli uomini bevevano distillati di più alta gradazione, per i bambini erano previste le bibite, preparate al momento, a base di sciroppo. Una delle bevande che da sempre mi aveva colpito di più era l’orzata, che non riuscivo ad associare all’orzo che, in casa, vedevo bevuto da mia nonna e sua sorella, essendo il caffè troppo forte per entrambe. Liquido di colore bianco ed opalescente, non potevo certo immaginare che l’orzo fosse solo il ricordo delle origini: oggi , pur cambiando la composizione a seconda del paese nel quale viene prodotta, l’orzata ha come ingrediente fondamentale le mandorle o l’aroma delle stesse. Volendo è possibile farsela anche in casa, ma la fatica non è poca !Da diluire con acqua e magari anche del ghiaccio,l’orzata piace a chi adora il gusto dolce, meno a chi è terrorizzato dai sapori stucchevoli. Se proprio non si riesce a berla, sembra che un po’ di rum  unito al succo di lime aiuti !Credits worldcrowncaps.it

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Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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