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Un critico in cucina

Scritto da Leonardo il novembre 20, 2009

Stamani sono stato a cucinare per il “personale” oserei dire, cioè per quelle persone che sono in delegazione a Miami, oltre che per gli ospiti americani presenti. In realtà, direi che ho riscaldato, porzionato, affettato , disposto nei vassoi quanto cucinato da Stefano, Marco e Fabrizio, ma l’aria della cucina è sempre piacevole per me. Penso di essere l’unico critico che abbia effettivamente lavorato in cucina, con tanto di assunzione testimoniata dal’antico libretto di lavoro: Serve aver cucinato per criticare? Di solito no, come non serve suonare uno strumento per fare il critico musicale o dipingere per un critico d’arte.  Ma il lavorare in cucina mi permette di capire molto meglio i cuochi, mi sembra di entrare meglio nell’essenza del loro lavoro..sbaglio?

Chi ha scritto questo articolo

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

4 commenti dei Lettori

  1. Ligabue
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    21 novembre 2009 at 12:38 am

    per me un critico gastronomico che non sa tenere un mestolo in mano è come un sessuologo che dà consigli sulla vita sessuale senza aver mai... ;)

  2. sonia
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    21 novembre 2009 at 11:34 am

    :D che cavolata...... allora per bere e poi giudicare un vino tutti enotecnici? per favore:D piuttosto un critico o un comunicatore deve avere una cultura che si differenzia, e non solo de ricette ma di italiano, storia, arte y lettere etc etc etc ciao ciao

  3. Stefano
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    21 novembre 2009 at 9:17 pm

    io credo che invece avere cognizione di come si cucini sia molto importante per avere una visione critica completa...un piatto non è fatto solo di sapori e colori, e sapere le modalità di preparazione penso aiuti molto anche a valutare la riuscita di una portata proprio dal punto di vista tecnico, ad esempio nell'approccio alla cucina molecolare o alla criogastronomia...e vale lo stesso per il vino: non dico di essere tutti enotecnici (anche perchè non serve), ma quantomeno conoscere le tecniche di base della degustazione penso sia fondamentale per valutare un bicchiere... ciao ciao

  4. sonia
    Reply →
    21 novembre 2009 at 9:50 pm

    sicuramente :D quando mi servira' una rinfrescata sulla prosa letteraria del novecento sfoglierò un libro di cucina

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