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Acqua gassata e buon fritto..quando mai!

Scritto da Leonardo il settembre 25, 2008

Per fare un buon fritto si sprecano i consigli: e chi ci mette la birra e chi ci mette gli albumi montati a neve, e chi l’uovo non lo sopporta..ma il tocco di classe dovrebbe essere l’acqua gassata. Una bottiglia di San Pellegrino e..zac! Il fritto diventa croccante a lungo, gonfio a sufficienza, perfetto. Magari anche con l’aggiunta di qualche cubetto di ghiaccio, che sembra indispensabile per la frittura. Non dipenderà invece dall’olio e dalla temperatura? A voi esprimervi!

Chi ha scritto questo articolo

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

8 commenti dei Lettori

  1. Fabrizio Pianta
    Reply →
    25 settembre 2008 at 9:00 pm

    Il fritto e' luce.....di chiu' nin zo'!!

  2. 25 settembre 2008 at 9:59 pm

    ci sono 2 interpretazioni delle pastelle per friggere. Una di tipo occidentale che prevede una crosta uniforme e croccante (una specie di capsula contenente l'ingrediente). Una di tipo orientale (cubetto di ghiaccio) che impedisce la completa gelificazione della pastella, e privilegia l'ingrediente. L'uso di un liquido gassato, contrasta la completa gelificazione degli amidi, il risultato è un compromesso che se mal gestito porta a delle ciofeche. Le nostre pastelle vanno preparate per tempo e ben mescolate. Per una tempura occore fare attenzione a che l'impasto non sia troppo elastico, quindi a non mescolare troppo gli ingredienti e non farli riposare troppo a temperatura ambiente.

  3. 26 settembre 2008 at 7:03 am

    Io ed il fritto siamo in lotta perenne...per fortuna che da quando siamo a dieta lo mangeremo si e no 2 volte all'anno (di solito corrompo mia madre a prepararmelo!!) Martina

  4. 26 settembre 2008 at 8:52 pm

    Concordo con Gilberto, aggiungendo che per la tempura la pastella deve essere ghiacciata o almeno molto fredda per fare gonfiare la pastella attorno all'ingrediente, ma il croccante non è lo scopo, e in effetti la tempura giapponese non è quasi mai croccante. Per il resto, l'acqua minerale gasata (o la birra) è una trovata recente, ma a mio parere con una pastella fatta bene non serve.

  5. 26 settembre 2008 at 10:47 pm

    Una volta tanto siamo tutti d'accordo, incredibile ma vero!

  6. sabrina
    Reply →
    26 settembre 2008 at 11:09 pm

    la scelta del tipo di pastella dipende dal gusto, ma anche dall'ingrediente che si frigge..uovo,farina,acqua, birra, ghiaccio, pane grattugiato (il pan grattato, volevo fare la fine!), doppia impanatura, solo farina o addirittura niente pastella per gli ingredienti ricchi di amido vedi patate, frittelle pasta lievitata.. ..insomma sulla pastella si può spaziare. sull'olio un po' meno. alcune regole che io seguo: 1.olio pulito 2. olio profondo (incredibile ma vero piu olio c'è meno il fritto si inzuppa!!) 3.temperatura dell'olio il più possibile costante..e non serve un termometro, basta friggere un po' per volta e non riempire a dismisura la padella (così facendo abbattiamo la T dell'olio e intanto il fritto si inzuppa..) 4. olio di oliva sempre e comunque? a proprio piacimento, ricordando che imprime un sapore piuttosto deciso all'alimento. gli olii di semi sono più neutri) promossa a giugno prof?

  7. 27 settembre 2008 at 5:35 pm

    e se non è s pellegrino!!! comunque per il ghiaccio vada per l'acqua gassata ha i suoi effetti...l'olio è di primaria importanza e dipende da quello che vogliamo friggere tendo a preferire l'ev leggero o a volte l'ev + arachidi....comunque mio nonno grande cuoco diceva anche uno scarpone fritto è buono quindi leviamoci lo sfizio...ma che non sia una abitudine

  8. sara
    Reply →
    2 novembre 2008 at 11:02 pm

    il segreto di mia nonna è di aggiungere un cucchiaino di lievito x dolci. rende il fritto gonfio, croccante e profumato. provare x credere

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