La perfetta cena afrodisiaca

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Il primo pensiero è legato a chi la deve preparare: lui o lei? Sono entrambi bisognosi di ausili alimentari per ben figurare in campo amoroso? Conta cosa si mangia o come lo si mangia? E poi, non è risaputo che mangiar troppo nuoce al proseguio della serata? Una volta capito che la cena “frizzante” è un bene per entrambi si tratta di capire cosa mettere a tavola:ostriche o trippa alla parmigiana? Aragosta alla catalana o zampa in umido? Tutto è afrodisiaco purché la testa lavori al riguardo, si possono anche cucinare pietanze speziate, piatti consigliati da cuochi esperti, ma se la testa non lavora, ci si trova a cercare il pane per fare scarpetta quale vero godimento principale dell’incontro. Quindi la cena deve essere affrontata più con gesti simbolici che in punta di forchetta: l’ostrica lasciata scivolare nel bicchiere,che si riempirà poi di gin e tabasco, per trangugiare il tutto in un sol sorso e boccone, non è importante che sia del tipo più pregiato, quel che conta è non tagliarsi un dito mentre la si apre, per non cadere nella goffaggine, nemica di qualunque pensiero ardito. La vituperata rosticciana, protagonista di tavole solamente maschili, soprattutto nelle cene tra sportivi, può assumere una nuova veste se succhiata avidamente tenendola con le mani e addentata senza fretta, con calma, e basta una sola costina per cominciare a smuovere reconditi appetiti. Se il crostaceo deve fare la sua comparsa nel menu, meglio si aperto e pulito per consumarlo senza ferirsi o ritardando l’azione. La provocazione può stare sempre in agguato e quindi, come porsi di fronte ad un piatto di finocchi lessati, messo a bella posa dalla lei salutista? Mangiarli come un vecchietto nella casa di riposo, o addentarli furiosamente dopo averli conditi con olio e peperoncino. Disseminare di stuzzichini non banali la stanza, con il divano che ospita sul bracciolo tartine al caviale (vero!), o fette di tonno crudo poggiate a bella posa con tanto di wasabi e salsa di soia dove intingerlo diventa il la peccaminoso quando con esso si voglia riproporre l’antica arte dell’imboccare. E i dolci? La frutta diventa l’elemento salvifico, per evitare figuracce, anche se la crema e la panna montata ispirano, eccome se ispirano..ma lo stomaco spesso questa ispirazione non la gradisce granché.  E quindi, con le luci soffuse, i profumi più delicati ad inondare la stanza, la musica di atmosfera, iniziamo…Credits blumenbadbeach.com

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About Author

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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