La cioccolata calda non è più una virtù

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E’ mancato un po’ di freddo, lo scorso inverno, per gustare la cioccolata calda in città, nel tepore della casa, occorreva andare in montagna, magari senza bisogno di sciare ma semplicemente per avvertire quella piacevole sensazione frizzantina che permetteva di gustare in santa pace, senza sensi di colpa, il tazzone ricolmo di cioccolato, magari con l’aggiunta di panna montata. Ed anche quest’anno è dura, il rito consolatorio avviene comunque, ma non ha lo stesso sapore di una volta. Saranno le aromatizzazioni più disparate, la consistenza ottenuta da amidi che, se non dosati alla perfezione si fanno sentire, il cacao non sempre eccelso, fatto sta che gli effetti salvifici e benefici della cioccolata in tazza si stanno esaurendo. Il rimorso assale appena leccata l’ultima goccia sul cucchiaino, ripensando a quanto sarebbe stato buono, pulito, giusto e ripulente bere al suo posto una tisana, ovviamente senza miele. Forse sarebbe il caso di rilanciare, cioè di abolire il latte e utilizzare della panna fresca per prepararla, e far sciogliere al suo interno del cioccolato fondente, in quantità tale da lasciarlo densa naturalmente, e decorare in superficie con nocciole tostate e mandorle anch’esse passate al forno. Ricca, opulenta , avvolgente, ritroverebbe così il suo vero scopo, quello di far godere non solo le papille gustative, senza se e senza ma..La bilancia e il colesterolo possono attendere…

Credits targatocn.it

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About Author

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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