Il setaccio di crine, che fine ha fatto?

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Chi se lo ricorda il setaccio ? Per chi frequentava la scuola alberghiera era il terrore che si paventava di fronte nel momento in cui si doveva preparare lo sformato di spinaci: dove passare attraverso le strette maglie di crine la verdura bollita e asciugata era un’esperienza devastante per il novello cuoco ma anche per gli spinaci stessi, che dovevano così essere spremuti strizzati, domati, con il sapore che, probabilmente, andava diminuendo ad ogni colpo inferto. Molto più utile il suo utilizzo per setacciare la farina che oggi però non viene nemmeno considerato, arrivando anche troppo pura e delicata sul tavolo di marmo. Magari il suo impiego per spargere lo zucchero a velo è tuttora valido all’interno delle pasticcerie, ma la difficoltà nel lavarlo, soprattutto asciugarlo, lo ha reso sempre più bandito dalle cucine professionali, a tutto vantaggio di mixer, robot, omogeneizzatori e quant’altro serve per rendere un composto morbido e senza grumi. Per lo zucchero ci sono i setacci in metallo, quindi, i setacci di crine rimasti possono entrare a far parte della galeeria degli oggetti oramai inutili o , meglio, obsoleti! Credits. logga.me

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Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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