Il riso parboiled ha ancora un senso?

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Strano a pensarlo oggi, ma quando nacque era uno dei prodotti che veniva pubblicizzato quale simbolo dell’emancipazione femminile. Chiaro, stiamo parlando di anni luce fa, ma visto che è solo da poco tempo che negli spot per prodotti alimentari e quelli per la pulizia della casa si è eliminata la figura della mamma che cucina o pulisce, facile pensare che all’epoca, la “scoperta” di un riso che non scuocesse potesse rappresentare un’idea di libertà dalla schiavitù dei fornelli. Eravamo nei tempi nei quali la comodità era un plus rispetto alla qualità, erano i tempi nei quali i bambini venivano su a formaggini pieni di polifosfati, che problema poteva dare il riso non mantecato? Il “riso che non scuoce” diventa il messaggio che mentre si cucina si può fare altro. Ma oggi che è cambiata la cultura alimentare, ha ancora un senso il riso parboiled? Considerati i fatturati certo che sì, mi direbbe l’amministratore delegato di un’azienda produttrice, ma sarebbe divertente provare a pensare che il parboiled scomparisse a favore di varietà non trattate. Dovrebbe essere adatto a fare insalate di riso, ma il condimento scorre comunque, non parliamo dei risotti, per carità i ripieni di verdure e quindi, cui prodest mangiarlo ancora?

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Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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