Una notte in un albergo a 4 stelle..a cosa servono le classificazioni?
Ieri sera parto per andare in Sicilia, per la manifestazione “Sicilia en primeur”, dove mi aspettano due giorni di visite aziendali, degustazioni e tante altre belle attività. Arrivo all’aereoporto di Firenze Peretola e prima sgradita novità: niente volo per Roma,di conseguenza salta l’arrivo a Catania per la sera e sono costretto a dormire nei pressi della capitale. Trasferimento in pulman, con partenza alle 19.30 e arrivo alle 23. Non vi tedio sul viaggio ma l’albergo è qualcosa di allucinante: 4 stelle dal nome indicativo Airport Palace Hotel. Nella stanza mancano nell’ordine: un tavolo dove scrivere o fare qualcosa, un armadio decente, una presa elettrica accessibile. Accappatoi nemmeno a parlarne, asciugamani da bagno ridicoli. In compenso fa freddo e le mura sono scrostate in vari punti:costo della singola 119 euro, compresa prima colazione, suppongo(sic!). La cena..ovviamente ci dovevano dare da mangiare ed era tardi:ho compreso cosa è il mangiare inutile e riflettuto su quante, troppe persone hanno in mente il cibo italiano come quello che ho visto ieri sera. Del servizio stendiamo un pietoso velo: chiedere qualcosa ai tre camerieri rimasti era un’impresa, più di uno è stato rimbrottato a male parole! Oggi a catania andrà meglio, ne sono sicuro!!
Chi ha scritto questo articolo

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.


Tommaso Farina
Reply →Esperienza mia meno commendevole: Grand Hotel Terme a Castrocaro, nel 2003. Buona camera (con idromassaggio), ma servizio davvero migliorabile, per non dire scadente. Nessuno che mi abbia non dico portato il bagaglio (valigia e busta da viaggio per l'abito scuro) ma nemmeno accompagnato alla camera in un albergo grande e intricato come un labirinto.
Tommaso Farina
Reply →Ma se vogliamo essere precisi, la barzelletta del millennio sono le cinque stelle lusso al GRand Hotel di Rimini, ove se non hai fortuna puoi capitare in un loculo con mobili vetusti e pagarlo uno sproposito.