Zero grassi, una cucina da inventare tutti i giorni..e Cattelan cosa c’entra?
Il bello di essere a dieta è che la mente va a mille: lo so, direte, ma la creatività, negli anni Settanta, non si diceva fosse stimolata da LSD, oppio, fumo e quant’altro? Non avendo mai provato nient’altro che alcol, posso assicurarvi che mai come adesso la mente corre veloce, bevendo solo acqua e caffè nero bollente. E fra una scheda per la guida “Gambero Rosso “ dei vini, un bagno ed una passeggiata, devo tenere a bada la testolina che continua a viaggiare a più non posso: Cosa visitare, di luoghi del gusto, a partire da settembre, la collana di libri da seguire, il mio libro da scrivere, progetti televisivi di vario genere, il teatro, insomma, devo sempre scrivere qualche appunto appena torno al computer, per non perdermi, il che mi fa pensare che aveva ragione chi diceva che, i pittori, fanno le opere migliori quando non hanno soldi e patiscono letteralmente la fame. Oddio, quelli di arte contemporanea riescono nel loro intento facendo una vita da nababbi e li invidio molto; il mio mito è Maurizio Cattelan: credo si diverta da morire, vivendo benissimo, scandalizzando il giusto, con un’esposizione non eccessiva ma riconoscibile. La domanda che mi faccio è: se continuo a non mangiare divento un vulcano da un punto di vista creativo e faccio anche io l’artista o è meglio diventare debosciato tra champagne e dintorni? Nel dubbio, stasera, petto di pollo alla griglia con limone!
Chi ha scritto questo articolo

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.


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