Detective Gourmet, una serie televisiva ma oramai un obbligo per uno scrittore di gialli

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Ora che è iniziata anche la serie televisiva “Detective Gourmet” su Paramount Channel, il cerchio si è chiuso: arriva in Italia dopo due anni, d’accordo, ma è il classico esempio di come sia oramai diventato un must, per uno scrittore di gialli che si rispetti, unire al delitto il mondo più leggero e godibile della cucina e del vino. Ora, la serie televisiva è ben altro rispetto a quello che è possibile leggere nei romanzi, intrattenimento puro ambientato nelle cucine e negli alberghi condito da qualche delitto. Altra cosa quella che hanno raccontato gli scrittori passati ma anche quelli odierni: Agata Christie faceva di Hercule Poirot un fine gourmet, non certo crapulone, ma in grado di apprezzare i piatti della classica cucina francese, con una propensione maggiore per il cioccolato, essendo di nazionalità belga, mentre Georges Simenon faceva svolgere le indagini al commissario Maigret facendogli bere quantità smodate di birra, mangiare nelle brasserie di campagna specialità regionali come il “Coq au vin” e far terminare spesso i pasti con Marc de Champagne o Chartreuse, ambientazioni ben difficili da poter essere attuate oggi. Sherlock Holmes, il detective creato da Arthur Conan Doyle era famoso più che altro per i suoi lunghi digiuni, sopportati grazie a sniffate di cocaina non indifferenti, ai quali alternava a fine indagine mangiate pazzesche, ma senza che la descrizione del cibo diventasse un passaggio essenziale del libro. Sempre Agata Christie aveva fatta di Miss Marple una simpatica nonnetta in grado di cucinare torte fantastiche, oltre ad altre specialità inglese come le “pies” sorta di torte salate. Ma il vero personaggio legato in maniera inscindibile al binomio delitto cucina, con anche il sesso che si intrufolava spesso nella trama, è Pepe Carvalho, dello scrittore basco Manuel Vazquez Montalban, che pubblico anche due ricettari legati al personaggio. Nel 2018 uscirà un libro dove riapparirà finalmente il personaggio, scritto da Carlos Zanòn che ha avuto via libera dagli eredi di Montalban per proseguire la storia interrotta dopo la morte dell’autore. Nei libri con protagonista Carvalho si ha un bello spaccato delle tradizioni culinarie spagnole, un po’ come succede con il commissario Montalbano di Andrea Camilleri, che mette in risalto i piatti tradizionali della cucina siciliana: Marco Malvaldi fa diventare detective addirittura Pellegrino Artusi in “Odore di Chiuso”, mentre il commissario Bordelli, ideato da Marco Vichi, discute animatamente a tavola. Ma la figura vera di gourmet rimane quella di Nero Wolfe, uscito dalla penna di Rex Stout, che non cucina ma ordina e dispone al suo fido cuoco svizzero Fritz Brenner gli ordini della giornata, che comprendono piatti di alta cucina internazionale, assaporati con la giusta calma, senza che altro lo vada a disturbare. Sarebbe ora di creare un nuovo detective, che magari vada alla ricerca dei ristoranti scomparsi o dei cuochi perduti: che fine ha fatto Ferran Adrià? E dove ritroveremo il prossimo Noma? E’ il momento dell’ispettore….?

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Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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