Spremuta d’arancia: perchè costa così tanto?
Uno dei pensieri ricorrenti che mi accompagna quando sono in un bar, scorrendo il listino, è il prezzo della spremuta di arancia: sembra quasi di chiedere un bicchiere di nettare degli dei. Costa più di un bicchiere di vino, spesso più di una birra media di una cioccolata calda con panna e potrei continuare a lungo..ma sarà il costo dello spremiagrumi elettrico da ammortizzare? O la manodopera occorrente nel tagliare a metà 2 o 3 arance che incide in maniera considerevole? Senza considerare che, quando la si ordina in un bar affollato, si rischiano anche le maleparole dal barista concentrato nella preparazione di espressi e cappuccini. In Francia, circa vent’anni fa, per promuovere il consumo di arance, aprirono una sorta di baracchini sulla strada dove servivano solo spremute fatte all’istante, e questo servì ad aumentare il consumo. Qui si preferisce speso aprire il cartone di tetrapak e versare il succo di arancia concentrato, che un valore certo lo deve avere..vi ricordate “Una poltrona per due”? Credits pupp.it

Chi ha scritto questo articolo

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.




Eugenia
Reply →Ti fanno pagare la sensazione di aver acquistato qualcosa necessario alla tua salute.