Cosa mangiano i cuochi a mezzanotte..

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Se potessero parlare i frigo di casa dei cuochi racconterebbero cose belle: cose che voi umani nemmeno potreste immaginare. Ora, mi ricordo sempre di una vignetta nella quale il cuoco di una caserma, dopo una serie di complimenti da parte dei soldati sul rancio, commentava “Se un giorno dovessi assaggiare quello che cucino, dovrei davvero provare le polpette!”. Esagerato, un paradosso, d’accordo, ma un cuoco non ne può più di mangiare quello che cucina: troppi odori, sapori, attenzioni su cibi che non hanno più segreti, che non sono da conquistare e quindi, finita la tensione del servizio, a seconda dell’umore che può essere nero o rosa, ci si può avvicinare a pietanze di una semplicità assoluta come il riso in bianco, al massimo esaltato da un po’ di pepe ed un filo d’olio (EVO, quello sì), il prosciutto cotto per non cadere nel sapore troppo caratterizzato del crudo, nello stracchino da spalmare sul cracker, non avendo mai in casa il pane fresco. Ma se l’umore è troppo in basso o troppo in alto, si rischia veramente di arrivare a toccare punti di non ritorno: il wurstel iniettato di ketchup o senape ( oh,sì!), il salamino piccante colorato con paprica insapore, e poi lei: sì, lei, la fettina di formaggio fuso posta nel piatto fondo e fatta sciogliere con brodo di dado bollente, insieme ad una pastina. A questo si può arrivare nelle serate di depressione invernale, bisognosi di caldo affetto. Ma una domanda resta insoluta: come fanno ad arrivare le fettine di formaggio fuso nel frigo di un cuoco? Ah, saperlo!

Credits photo greenme.it

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About Author

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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