Tacchino: come farlo per Natale?
Una volta l’abitudine americana di cucinare il tacchino per il Thanksgiving era trasmigrata sul nostro pranzo natalizio e quindi, accanto al cappone, al cotechino, allo zampone ecco che nelle tavolate numerose, si faceva strada il volatile cotto arrosto, spesso nel forno “prestato” da panettiere visto che la voluminosità non permetteva una normale preparazione in casa. Il vero problema nasceva dopo, quando gli avanzi erano così abbondanti da non permettere un loro riutilizzo in tempi brevi: il risultato è che il tacchino, nel tempo, è passato di moda! Per tutti coloro che però insistono nel volerlo preparare, qualche consiglio utile: la carne del petto rimane sempre stopposa, essendo carente di grasso e quindi conviene fasciarlo con pancetta, lardo o, ancora meglio, con rete di maiale. Il ripieno, se previsto, deve contenere salsiccia e mollica di pane, un gustoso connubio che unisce l’umidità del pane al sapore e al grasso dell’insaccato. Lo si vede proposto spesso ripieno di marroni: non male, allora, abbinarci del bacon affumicato e le stesse spezie utilizzate per i canederli, questo permetterà di avere una componente aromatica molto più gustosa. Ultimo consiglio riguarda la salsa di accompagnamento: ottenuta dal fondo di cottura, piacerà se si trova il giusto contrappunto al sapore lievemente dolciastro del tacchino, quindi libero sfogo all’impiego di aceto e spezie piccanti. Altrimenti…cambiate secondo!!
Chi ha scritto questo articolo

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.


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