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Polenta d’inverno… in tutte le salse

Scritto da Leonardo il gennaio 12, 2012

Chi parte per la settimana bianca già si immagina che uno dei momenti clou sarà mangiare la polenta al rifugio: altri ridono al solo pensiero del film di Fantozzi, per molti è un piatto di conforto e rassicurante. Temuta da chi la ritiene difficile da ottenere, è una delle preparazioni realmente più semplici da fare: acqua, sale e farina di mai, sulla qualità della quale si gioca la differenza gustativa. Volendo, qualcuno scomoda anche la durezza dell’acqua, ma il sapore originario è solo quello del mais. Rugosa o liscia, la preferenza diventa una questione tattile, sarà la salsa di accompagnamento che farà il resto. Si potrebbe definire un piatto globale, per quanto appaghi in maniera potente tutti i sensi: barocca quando è grassa con i formaggi, insolita quando si condisce con il pesce, fresca e vivace quando sono le verdure protagoniste, pratica ed inossidabile con ragù di carni. Non valutiamola al momento se fritta, grigliata o gratinata in forno, meglio perdersi nel mare magnum del gusto. D’altronde, con questo freddo, se non ora quando?

Chi ha scritto questo articolo

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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