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La maleducazione del cliente del ristorante

Scritto da Leonardo il gennaio 30, 2012

ARTICOLO APPARSO SULL’UNITA’ EDIZIONE TOSCANA DI IERI

Dovendo fare il critico gastronomico, per libera scelta s’intende, alcuni pensano che passi la vita a trovare il pelo nell’uovo(sarebbe grave capitasse, in effetti!) nel lavoro dei ristoratori. Chi ha avuto modo di mangiare con me, dopo la lettura della recensione mi ha addirittura accusato di essere troppo buono rispetto a quello che avrebbe scritto lui! Non ho dunque nessuna volontà penalizzante nei confronti di chi lavora, ed oggi provo a mettermi nei panni del ristoratore, per elencare le cattive abitudini di tanti clienti. Molte sono esperienze vissute direttamente, altri racconti ma servono per fare un piccolo esame di coscienza prima di assumere determinati atteggiamenti al ristorante. Partiamo dalle prenotazioni: in molti non telefonano per disdire, in tanti prenotano in più locali per poter scegliere all’ultimo minuto;se lo facessero negli Stati Uniti dovrebbero pagare un “No show” di almeno 50 euro a coperto. Non sarebbe più semplice diventare più educati e ricordarsi di usare il cellulare anche per questo? Senza considerare quelli che prenotano per 10 e si presentano in 5: che il titolare possa essere nervoso mi sembra il minimo, vero? Chiamare il cameriere con lo schiocco della dita, dando del “tu” senza che venga accordato dallo stesso: sembrerebbe una scena da film, o da fumetto ma il guaio è che capita ancora. Chiedere il nome di battesimo e chiamare per nome chi porterà da mangiare a tavola, può aiutare non poco. Andare a fumare mentre sta per arrivare la portata: in certi ristoranti buttano via quanto preparato e lo rifanno da capo, in altri fanno bene invece a fregarsene e lasciano tutto sul tavolo, e pazienza se poi il cliente trova la pietanza fredda: d’altronde, con la bocca piena di fumo, sarà difficile che avverta il sapore. Fare tardi mentre il personale sta smontando: basta capire che non è così divertente concludere la serata con sedie appoggiate sui tavoli, sguardi torvi e luci spente. Infine la mancia: meglio non lasciare niente, sorridere e fare una bella stretta di mano piuttosto che svuotarsi le tasche dei centesimi di rame. Non è mai bello offendere le persone.

 

Chi ha scritto questo articolo

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

11 commenti dei Lettori

  1. 30 gennaio 2012 at 1:40 pm

    Ti sei scordato altre due categorie veramente odiose: i superallergici a tutto (salvo poi non esserlo realmente a nulla), e i clienti DJ ( termine coniato da dissapore...).

  2. 30 gennaio 2012 at 2:33 pm

    ...poi ci sono quelli che si fanno cambiare il vino perchè sa di tappo ( e la bottiglia ha il tappo di silicone )......

  3. ivan
    Reply →
    30 gennaio 2012 at 5:09 pm

    "Se esiste un paradiso ci andranno TUTTI i camerieri, perchè mentre loro si prendevano cura dei clienti, Dio si dimenticava di loro..."

  4. 30 gennaio 2012 at 7:56 pm

    ...e i bambini che devono per forza fare la gimkana tra i tavoli...senza che i genitori battano ciglio...:-((

  5. 31 gennaio 2012 at 10:17 am

    la diseducazione di non sprenotare è presente, ve lo garantisco per esperienza diretta, anche le delicato settore della sanità pubblica: ogni anno circa 7mila persone prenotano esami di diagnostica sanitaria e non si presentano a visita SETTEMILA l'anno !!!

  6. francesca mugnai
    Reply →
    31 gennaio 2012 at 10:19 am

    ........dimenticate lo squillo dei cellulari:non c'è nessuno che mette il silenzioso!!!!

  7. 4 febbraio 2012 at 12:08 am

    Posso confermare,quale titolare del ristorante il tegolo livorno,la cattivissima abitudine di non disdire la prenotazione,dimostrando di non avere alcun rispetto per chi lavora cercando di mettere tutti a proprio agio;

  8. 4 febbraio 2012 at 2:36 pm

    vi racconto solo le prime tre frasi della classifica di orrori che mi son stati detti in 20 anni di maitre: 3* "la mancia non te la lascio che tanto guadagni più di me" (l'avevo chiesta?!?!) 2* "Ma io sono la baronessa Von Rezzori!!" (locale pieno, nessun tavolo disponibile) 3* "Io son pur sempre un medico e tu una cameriera" La top ten è su richiesta :)

  9. antonio
    Reply →
    6 febbraio 2012 at 12:26 pm

    l'ultima accaduta ieri a pranzo: apro una bottiglia, comincio a versare, chiedo gentilmente ad ogni signore e signora e ragazzino seduto al tavolo se ne gradiscono, poi arrivo alla moglie incazzata col marito e chiedo: per lei? rispota: mica ho parlato io...

  10. quasiliberi
    Reply →
    6 febbraio 2012 at 6:37 pm

    E quando iniziano a fare le grandi manovre con i tavoli, unendoli per stare più larghi e sparpagliando le sedie in eccesso per la sala?

  11. 17 agosto 2012 at 9:42 am

    ciao a tutti. sapendo di problema no-shows, in Inghilterra hanno creato un sistema di prenotazioni che combatte contro no-shows - ultimo sistema online di marketing per ristoranti. è un innovativo sistema on-line di marketing, progettato per aumentare i guadagni da tavoli prenotati in anticipo ed eliminare i no-shows grazie al pagamento anticipato, e massimizzare il conto medio. Il ristorante crea un calendario di prenotazioni, mette un pulsante di prenotazioni sul suo sito, su pagina facebook o anche su pagina di guida turistica, per clienti diventa facile prenotare online un tavolo, per ristoranti attirare i consumatori in periodi di calma, soddisfare i clienti più esigenti che scelgono all’ultimo minuto, abbatere i no-shows, fissare il limite minimo di offerta per i periodi pieni ed applicare prezzi flessibili per i periodi bassi. Il cliente può rivendere la sua prenotazione sul mercato secondario. Il servizio sta arrivando in Italia. Cosa ne pensate? vale la pena?

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