Birra d’estate, è sempre lei

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Propongo l’introduzione al libro della birra che ho scritto qualche anno fa. In estate, è il momento migliore per leggerlo. Io, rigorosamente, continuo a stare a dieta…Sembrano passati davvero anni luce da quando le persone, interessate alla buona tavola, si dividevano tra chi beveva birra e chi invece preferiva il vino, per pasteggiare: oggi si può dire che la discussione avviene, più semplicemente, tra chi ama bere bene, senza eccessi, con la giusta dose di curiosità che lo porta a sperimentare nuovi sapori, e chi invece trangugia qualunque liquido abbia effetto euforizzante, senza badare a quanto viene servito nel bicchiere. La birra, in Italia, ha avuto un notevole incremento nei consumi durante gli anni Settanta, quando fu proposto l’abbinamento con la pizza nelle pizzerie, che si diffondevano allora in maniera capillare; al successo della pizza, come prodotto trasversale, amato da tutti, senza distinzioni, si pensò allora che la bevanda che la dovesse accompagnare fosse anch’essa nuova: da qui la scelta che ricadde sulla birra, sempre più protagonista delle tavole. Il successo è stato rinnovato in tempi recenti, grazie all’affermarsi dei cosiddetti birrifici artigianali, che hanno aumentato la gamma dei prodotti a disposizione del consumatore. Ordinare una birra, oggi, è fare la scoperta di un mondo estremamente variegato, con colori e sapori spesso sorprendenti e inaspettati, comunque piacevoli. Mancava forse, vista l’estrema diffusione di questa bevanda, un ricettario che permettesse alla birra di essere protagonista in cucina, oltre che in tavola. Così come il vino caratterizza una serie di ricette, che hanno fatto la storia della gastronomia regionale italiana, la birra può assumere un ruolo da protagonista tra i fornelli, riuscendo a dare ai piatti quel tocco di aroma e gusto meno consueti. Come sempre, la riuscita avviene se si conosce la tipologia di birra migliore per quel tipo di pietanza, cercando di esaltare al meglio le caratteristiche principali a livello organolettico . Poi a tavola, il gioco è quello di creare il matrimonio perfetto, il “mariage” per prendere a prestito il termine francese, che indica il legame indissolubile e perfetto che si può instaurare tra cibo e birra: non è detto che la birra utilizzata per cucinare sia adatta anche ad accompagnare il piatto preparato, si possono creare nuovi sapori e profumi che necessitano di un prodotto diverso. Il gioco divertente sta proprio in questo, riuscire a creare un percorso variabile, con il vantaggio di non avere mai un prodotto eccessivamente alcolico, il che permette di arrivare alla fine di un pasto contenti e felici dell’esperienza vissuta

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About Author

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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