Luoghi comuni: spumante secco o dolce
Per quelli che non si interessano di cibo in maniera costante, che non fanno della gastronomia o del settore enologico la grande passione della vita, che hanno un rapporto con i ristoranti abitudinario, legato all’uscita del sabato o al pranzo della domenica, esistono dei luoghi comuni duri a morire, che gli appassionati ritengono morti e sepolti ma che invece sopravvivono benissimo nella mente della “gente” normale. Partiamo dall’eterno dualismo: spumante secco o dolce a fine pasto? L’uomo che non deve chiedere mai, come la pubblicità d’antan del profumo Denim, dirà secco senza indugio, derubricando ad acqua di mele il prodotto dolce, non ritenendo abbastanza maschio e vigoroso il gusto, ad esempio, di un moscato d’Asti, lasciando che il dolce nettare sia patrimonio delle donne della compagnia. Spiegare che a fine pasto il brut ci sta come il cavolo a merenda è un’impresa non faticosa, peggio: completamente inutile. Fa parte delle sicurezze della vita che non possono essere scalfite: nella prossima mi occupo di cioccolato..
Chi ha scritto questo articolo

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.


jazia
Reply →hai ragione ma che devo fare? il dolce proprio non mi piace! stucca troppo, sa di festa delle medie...
Cristiano
Reply →Ci sono troppi spumanti dolci pessimi in giro che quando ti hanno rovinato il fine pasto con un bel mal di testa una volta, la seconda non vale semplicemente la pena rischiare.
Capric
Reply →Una considerazione: a fine pasto viene servito il dolce, giusto? Di conseguenza, col "dolce" ci starà meglio uno spumante secco o uno "dolce"? Sono d'accordo sul fatto che alcuni spumanti dolci possano essere stucchevoli o peggio. Ma se in un locale vi propongono uno spumante dolce pessimo, probabilmente anche il secco non sarà tanto meglio. Allora è molto meglio finire con l'acqua e aspettare il caffè.
Patroclo
Reply →Io lo spumante secco non lo berrò mai. E' disgustoso. Ho provato di tutto, dal Gancia al Pommery, e non lo berrò mai mai mai più. Solo dolce, o moscati, o passiti.
Leonardo Romanelli
Reply →@patroclo Fossi in te batterei anche i piedi per terra:-))Certo tra pommery e Gancia una certa differenza ci sarebbe
Edgardo
Reply →Capisco che i sommelier sostengano che un meraviglioso passito di pantelleria sia l'ideale con il dolce. Infatti bisogna pur venderli a qualcuno questi pregevolissimi vini dolci. Non si tratta di machismo a mio parere. Anche il peggior champagne sarà sempre il massimo del piacere con qualunque dolce. Certi passiti, moscati... io sono disposto a berli solo fuori pasto per una mera questione di disgusto, pur confermando che siano, in molti casi, dei prodotti eccelsi. Si vendono poco forse perché il mondo del vino è "dry".