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Slow Food, 25 anni dopo…c’è da festeggiare?

Scritto da Leonardo il giugno 19, 2011

C’era una volta un’associazione animata da voglia di fare ed entusiasmo nei confronti degli agricoltori e degli osti. C’era la voglia di ritrovarsi in maniera quasi carbonara ed esaltarsi per il cibo ed il vino ritrovati. C’era la genuinità dei rapporti, che permettevano il confronto anche tra persone che non la pensavano allo stesso modo, ma lavorano sugli stessi obiettivi. Era un movimento,prima Arcigola e poi Slow Food,  che partiva dalla base, anche se la centralità di Bra non è mai stata messa in discussione: basta vedere il destino dei  “dirigenti”, i pochi che non ci abitavano sono stati epurati. Oggi c’è una società che ha il fatturato come primo obiettivo  e deve automantenersi, essendo diventata con il tempo elefantiaca, con costi di strutture e personale molto alti. C’è un presidente italiano di facciata visto che le decisioni le prende sempre il leader mondiale, ovvero Carlo Petrini, una base utilizzata per farsi grande con gli sponsor ma del tutto ininfluente sulle decisioni, una grande claque mediatica che non mette mai in discussione le parole che provengono dal Capo, sul quale la critica è di fatto vietata. C’è stato una sistema di epurazione che ricorda quello di Stalin, con l’accusa del conflitto di interessi, salvo poi vedere che i fiduciari amici possono continuare a fare affari con i loro locali,  o assumere a livello dirigenziale chi è stato sufficientemente fedele. Tralasciando l’università per i super ricchi, senza che il movimento sia sia mai espresso a favore degli studenti italiani, magari delle scuole alberghiere, troppo impegnato nel cercare di trovare accordi con la ministro Moratti, per la propria Università. Si deve festeggiare una simile trasformazione?

Chi ha scritto questo articolo

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

8 commenti dei Lettori

  1. barbara zattoni
    Reply →
    19 giugno 2011 at 12:49 pm

    Caro Leonardo, io che con te (anche se sei più giovane) condivido da "ostessa", notevoli ricordi in proposito: il fermento, la voglia, la curiosità, l'impegno, quel sentire comune che tu chiami......esser carbonari......Son così tanto cambiate le cose e peggiorate........questo stile. sua maestà, ha fatto scappare molte genti.........Stra d'accordo, non c'è nulla da festeggiare. la cheffa di Pane e Vino. Però potremmo pensare a costruire qualcosa in proposito........

  2. Francesca
    Reply →
    24 giugno 2011 at 12:38 pm

    ... è vero... da vecchia tesserata fiorentina ( che alla fine ha deciso di smettere ...) quindici anni fa c'era un altro spirito e coinvolgimento ... poi piani piano si è tutto appiattito.......

  3. beppe
    Reply →
    25 giugno 2011 at 10:20 am

    dai lascia stare Stalin per favore... se sono "scappate" tante persone, altrettanto ne sono arrivate e molto, molto valide. Ho partecipato a mille discissioni e gente che la pensa in modo diverso c'é, c'era e ci sarà sempre, l'importante che si raggiungano certi obiettivi. Che non sono solo quelli "economici".

  4. 25 giugno 2011 at 10:36 am

    @beppe Il problema è che oggi gli obiettivi economici sono i principali: Comunque il post ha dato il la ad una bella discussione, in toni civili, che trovi qui http://www.dissapore.com/primo-piano/slow-food-interrogarsi-seriamente-sulla-parabola-della-nostra-associazione-ecogastronomica-di-riferimento/ Poi Stalin, se mi permetti, a livello ironico lo tiro fuori sì. Se vuoi ti faccio l'elenco dei purgati:-))

  5. claudia donegaglia
    Reply →
    25 giugno 2011 at 10:58 am

    Chi di chiocciola ferisce, di chiocciola perisce. Una produttrice di vino osteggiata a priori perchè opera in una zona non ritenuta sufficentemente eroica e sostenibile. claudia

  6. beppe
    Reply →
    25 giugno 2011 at 11:06 am

    L'ho vista la discussione, su stalin scherzavo. Gli obiettivi economici ci saranno pure, con la poesia non si campa. Vent'anni fa si facevano molto meno "cose" però, certo, si discuteva davanti ad una bottiglia, vuoi mettere.

  7. 26 giugno 2011 at 11:20 am

    Un legittimo interrogativo quando la priorità è espressa solo da obiettivi economici.

  8. beppe
    Reply →
    26 giugno 2011 at 7:04 pm

    Gli obiettivi economici ci devono essere per forza, altrimenti avrebbero già chiuso la baracca, ma se mi scrivi che ci sono solo quelli, forse ti sei perso e ti stai perdendo qualcosa riguardo all'attività di SF.

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