Amerini pesce fritto e bollicine a Firenze

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Quando decise di lasciare il salotto buono di Firenze, ovvero il caffè Amerini di Via della Vigna Nuova, molti lo guardarono come un pazzo ma Amerini aveva intuito come le cose stavano cambiando ed anche il consumo del  vino stava prendendo strade diverse: nel 1988 lo aprì, nel 2002 lo cedette ed iniziò ad aprire img_5878botteghe di vino sfuso, un esempio che a Firenze viene seguito, in quel periodo,  da altri che capirono come la strada poteva essere adatta per fare un’attività economica interessante, ma non ebbero lo stesso successo. Anche perché, nelle nuove botteghe di vino sfuso di Amerini, non si vendeva vino semplice e in versione unica, tutt’altro: si riesce ancora oggi a proporre un’offerta variegata, in modo da divertire e stimolare il consumatore ad assaggiare prodotti diversi. Quindi, alla terza apertura di una bottega, in zona Rovezzano, ecco che riparte la voglia di fare ristorazione: un amico fidato che entra in cucina insieme alla moglie e poi, la piacevolezza di un nome che attira, il pesce fritto, ovvero il fast food ittico che piace a tutti, e le bollicine, vino di gran moda che vuol dire tutto e niente, dallo champagne al prosecco passando dagli altri spumanti. . L’ambiente è composto da una sala unica, img_5879img_5884cucina a vista, tavoli vicini ma non in maniera esagerata, il concetto è quello di trattoria di pesce. C’è quindi un menu, ma c’è anche la lavagna con il pescato del giorno e i piatti creati per l’occasione. Lo schema è di quelli consolidati: crudi, tartare, ostriche e poi il cucinato, che varia da preparazioni alla griglia, al sale, all’acqua pazza, fritto. Porzioni abbondanti, qui si cura più la sostanza che la forma, non aspettatevi impiattamenti da foto, tutt’altro, ma la strada è quella vincente. Osservando il pubblico in sala, si capisce che un locale funziona img_5881vedendo l’età molto variegata e le tipologie di clienti diverse: dalla famiglia ai pensionati, passando per amici in libera uscita o colleghi di lavoro. Carta dei vini caratterizzata da ampia scelta di vini sfusi a prezzi corretti  (ma vah!:-), con qualche presenza di bottiglie dimenticabili. Il servizio in sala è divertente, ragazzi cortesi ed allegri, riescono ad interagire bene con la clientela. I prezzi ovviamente variano a seconda di cosa si mangia: scampi e crostacei vanno sui 30 euro a porzione, crudo sui 25 , tartare dai 15 ai 18 euro, ma i primi piatti si assestano dagli 11 ai 15 euro. Aperti solo la sera.

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Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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