5 piatti tristi da evitare per non cadere in crisi esistenziale

1

Ci sono piatti che non si possono mangiare, ovvero, anche se cucinati alla perfezione lasciano quel senso di delusione che non può mai essere soddisfatto. L’elenco è fatto secondo il mio gusto personale, opinabile chiaramente, ma soggetto ad apertura secondo i consigli

  1. FINOCCHI BOLLITI Messaggio in codice di chi la sera, nella coppia, vuole rimanere tranquillo e sereno, senza stuzzicare altra forma di appetito. Se poi vengono scolati poco e rimangono nella loro acqua, l’effetto depressione è assicurato
  2. SEDANI IN UMIDO Un esercizio di stile che serve a convincere i più riottosi a credere che anche dentro un sedano esista un’anima gustosa: Anche se ci si mette peperoncino, olio EVO e quant’altro,non riescono a tirar fuori niente di entusiasmante
  3. NASELLI AL VAPORE Forma perversa di salutismo applicato ad un prodotto ittico. Già lessati non si possono vedere, al vapore mantengono le sembianze ma poi, una volta disliscati e privati della pelle, si mostrano per quello che sono e quindi, meglio farci polpette
  4. SURIMI IN INSALATA E’ la prova di coraggio affrontata prima di dover affrontare il nemico: come si riesca ad affrontare le insalate dove la polpa di pesce pressata profumata al granchio viene gettata lì senza protezione alcuna, non è dato sapere. Il guaio è che oltre a mangiarle, c’è chi afferma perentorio che siano molto buone
  5. ARAGOSTA IN BELLAVISTA Mente sapendo di mentire chi ne loda il piacere gustativo. Tanto è buono il crostaceo appena cotto, quanto diventa inutile, gommoso e filaccioso una volta torturato senza rimedio tra frigo e gelatina. Ed è inutile imbellettarla, cattiva rimane
Share.

About Author

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

1 commento

Leave A Reply